FranceGp: istruzioni per l’uso di Le Castellet

Dopo un anno di pausa, causa Covid, la Formula 1 torna in Francia a Le Castellet. Pista diversa da quelle viste finora con un mix tra il settore centrale molto veloce e il primo e l’ultimo decisamente più lenti tanto da ridurre al 64% il tempo sul giro passato in pieno.

  • Ad un mese di distanza dal GP Monaco, la Formula 1 torna a lambire il Mar Mediterraneo, con il GP Francia a Le Castellet, nella regione Provence-Alpes-Côte d’Azur.
  • Secondo i tecnici Brembo il Circuit Paul Ricard rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. 
  • Alle 15 curve del Circuit Paul Ricard corrispondono 8 frenate: una sola è classificata come impegnativa per i freni, 2 sono di media difficoltà e le restanti 5 sono light. 
  • La staccata più impegnativa è quella alla curva 8, la chicane che taglia in due il rettilineo da 1,8 km del Mistral: le monoposto vi arrivano a 349 km/h e frenano per 2,09 secondi durante i quali coprono 126 metri per affrontarla a 140 km/h. I piloti devono esercitare un carico di 143 kg e sono soggetti ad una decelerazione di 5,3 g. ​ ​
  • Il Gran Premio di Francia al Paul Ricard, che ritorna in calendario dopo un anno di pausa a causa della pandemia di COVID-19, utilizzerà le tre mescole centrali della gamma Formula 1: C2 come P Zero White hard, C3 come P Zero Yellow medium, e C4 come P Zero Red soft. La stessa scelta fatta nel 2019, quando la gara si è corsa l’ultima volta.
  • Queste mescole si adattano bene alle diverse caratteristiche del tracciato. E la riasfaltatura di quasi tutte le curve poco prima della gara del 2019 offre una superficie liscia.
  • Il degrado dei pneumatici al Paul Ricard è generalmente basso: tuttavia, la curva 13 è particolarmente impegnativa in termini di stress continuo sui pneumatici, e lo è anche la curva Signes dopo il rettilineo del Mistral.
  • Il terzo settore del circuito al Paul Ricard risulta impegnativo più da un punto di vista di forze laterali che per trazione e frenata mentre il resto del giro è abbastanza equilibrato (e questo è uno dei motivi per cui questa pista è un noto proving ground).
  • Prima che la pista rientrasse nel calendario di F1 nel 2018 dopo un’assenza prolungata, al famoso rettilineo di Mistral è stata aggiunta una chicane per rallentare le alte velocità di punta, facendone di fatto due rettilinei separati con una chicane nel mezzo.
  • La strategia vincente nel 2019 è stata quella ad una sosta, da medium a hard. Questa è stata adottata da tutti i piloti che sono saliti sul podio, e tutti i piloti tranne sette hanno iniziato la gara con pneumatici medium.
  • Al Paul Ricard può fare molto caldo in questo periodo dell’anno: l’ultima volta, le temperature della pista hanno superato i 50 gradi centigradi.
  • La posizione più arretrata sulla griglia di partenza dalla quale si è vinto al Paul Ricard èla quinta. È successo due volte: nel 1973 con Ronnie Peterson e nel 1985 con Nelson Piquet. Due i piloti capaci di imporsi dalla quarta piazza al via: Alan Jones nel 1980 e Alain Prost nel 1990 quando, al volante della Ferrari F1-90, conquistò la vittoria numero 100 della Scuderia Ferrari in Formula 1. Per quanto riguarda le rimonte terminate sul podio, il primato spetta ad Emerson Fittipaldi, terzo nell’edizione inaugurale del 1971 dopo essere partito dal 17° posto sulla griglia. 
  • I piloti francesi che hanno corso con una Ferrari in Formula 1 sono stati 11 .Il più vincente è stato Alain Prost, che nella stagione 1990 conquistò cinque successi arrivando a giocarsi il titolo con Ayrton Senna fino al penultimo appuntamento in Giappone. Con tre affermazioni troviamo René Arnoux, che fu grande protagonista nel 1983, quando la Ferrari si aggiudicò il titolo Costruttori. Il pilota della Val d’Isere tenne aperto anche il Mondiale Piloti fino all’ultima corsa ma non riuscì a conquistare il titolo. Patrick Tambay e Didier Pironi vantano entrambi due vittorie tra il 1982 e il 1983, mentre un’unica affermazione ha caratterizzato la carriera di Jean Alesi che si impose in Canada nel 1995 nel giorno del suo 31° compleanno a bordo della 412 T2.
  • Il primo francese a vincere un Gran Premio al volante di una Ferrari è stato invece Maurice Trintignant che si impose a Monaco nel 1955 in una gara a eliminazione, sfruttando al meglio le doti di affidabilità della sua 625 F1. Gli altri transalpini ad aver corso per Maranello sono stati: Robert Manzon (5 GP e 4 punti); Raymond Sommer (2 GP, 3 punti); Jean Behra (3 GP, 2 punti), Louis Rosier (15 GP) e Jean Simon (1 GP). I piloti francesi che hanno disputato almeno un GP di Formula 1 sono 73.
“Per il Paul Ricard siamo tornati alla combinazione di mescole utilizzata per le prime due gare di quest’anno, quelle centrali della gamma – ha detto Mario Isola – . Questa è senza dubbio la scelta più versatile perché si adatta a diverse esigenze, ed è anche ciò che la rende una buona combinazione per il circuito del Paul Ricard che presenta un interessante mix di curve. Ecco perché il Paul Ricard viene considerato anche un ottimo proving ground, e anche se non ha ospitato una gara di Formula 1 per due anni, noi proprio su questa pista all’inizio della stagione abbiamo testato i pneumatici da bagnato da 18 pollici del prossimo anno e poi abbiamo corso lì il mese scorso con il GT World Challenge. Per questo appuntamento confermiamo la stessa nomination utilizzata nell’ultimo Gran Premio di Francia, che ha visto una gara ad una sosta per la maggior parte dei piloti. Tuttavia, abbiamo anche visto che ci sono state diverse tipologie di pit-stop ad una sosta e questo può tradursi in una serie di strategie distinte”.
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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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