Grosjean racconta il suo inferno: ho visto la morte in faccia, ma voglio guidare ancora…

Romain Grosjean ha raccontato a Tf1 i suoi 28 secondi all’inferno…

“Senza l’Halo non sarei qui. Vedermi avvolto dalle fiamme mi ha fatto pensare a Niki Lauda. Ho pensato ai miei figli e ai miei genitori”

“Ho visto la morte in faccia, l’unica cosa che potevo fare era uscire dalla macchina. Non era ancora arrivato il mio momento, Jules Bianchi non mi voleva ancora con lui”.

“Mi sono accorto subito di avere bruciature alle mani, credevo di essermi rotto il piede. Ma non ho perso conoscenza, mi sono tolto le cinture, mi sono accorto che il volante non c’era. Sarò rimasto nella macchina per poco più di 20 secondi, ma sembravano molti di più”.

“Mio figlio Simon, di cinque anni, ha detto che ho un potere magico, che uno scudo mi ha protetto. Un incidente come questo ti segna ma voglio chiudere la mia carriera in maniera diverso. Ad Abu Dhabi sarei contento anche di arrivare ultimo. Non avrei mai pensato di dire una cosa simile. Devo dimostrare ai team di essere ancora in grado di guidare”.

Oggi Grosjean ha twittato il benvenuto a Schumi Jr in Formula1. Non un tweet banale se consideriamo che prenderà il suo posto nel 2021…

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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