Ferrari doppiata, i perchè di un calvario senza fine

Due Ferrari ancora doppiate. Due Ferrari ancora lontane. Per Vettel è la quinta gara (Ungheria, Spagna, Russia, Portogallo e Bahrain) finita a un giro dal vincitore, per Charles la seconda (Ungheria l’altra). Un weekend da dimenticare dopo l’illusione di Istanbul… L’ennesima puntata di una stagione davvero infernale…

Temperature e tipo di asfalto si sono aggiunte ai problemi congeniti della SF1000 che dopo le prestazioni deludenti in qualifica non ha potuto fare diversamente in gara… Leclerc ci ha provato, ma poi si è visto superare da tutti gli avversari diretti, esattamente come al Mugello… Arrivata in Bahrain con 24 punti da recuperare sulla Racing Point per acchiappare il terzo posto tra i Costruttori, ora la Ferrari si ritrova a 40 lunghezze dalla McLaren…

McLaren 171, Racing Point 154, Renault 144, Ferrari 131

La classifica costruttori, dal quarto posto in giù

Ancora due gare poi la coppia scoppierà definitivamente. Tra Vettel e Leclerc c’è stata l’ennesima incomprensione stagionale. Esplosa nelle parole, prima via radio e poi in tv, di Vettel contro il compagno: “Le partenze di Leclerc? La seconda è stata peggio, nella prima non avevo spazio. La seconda invece non era necessaria, c’era poco spazio e io ho evitato l’incidente. Dopo quell’episodio ho perso terreno, sono scivolato indietro e non ho più recuperato. Anche la macchina era difficile da guidare”… Parola a Charles: “”Non ho visto se ero aggressivo, c’era spazio e ho fatto la mia curva. Dal mio punto di vista non ho fatto niente di speciale”. Il mio punto di vista? Questa volta ha ragione Charles. C’era tutto lo spazio per passare all’interno… Seb doveva stare più attento.

“Abbiamo provato a differenziare le strategie, mettendo Seb sulle Medium, con l’obiettivo di anticipare la sua sosta e provare a sfruttare l’efficacia dell’undercut – ha spiegato Inaki Rueda – e Charles sulle Hard, per provare ad andare più lunghi degli altri e fare più giri possibile con la pista libera. La bandiera rossa ha dato anche l’opportunità a chi era partito con le Medium di provare a pensare di fare la gara con due Hard, strada che abbiamo scelto di percorrere con Seb, mentre su Charles abbiamo provato a sfruttare uno dei set di Medium per avvantaggiarci al via, puntando con decisione sulla doppia sosta. Putroppo, abbiamo visto sin dall’inizio che per Seb non sarebbe stato possibile fare una sola sosta perché anche il degrado delle Hard era rilevante e così abbiamo presto puntato su una strategia più convenzionale (Hard-Medium-Hard). Charles è stato sufficientemente competitivo nella prima parte dei suoi stint, sia sulle Medium che sulle Hard, ma anche lui ha sofferto per il surriscaldamento della superficie degli pneumatici, la vera causa della perdita di prestazione su un asfalto e con le temperature come quelle di Sakhir, e per quanto la tentazione fosse sempre presente non abbiamo ritenuto plausibile l’opzione di fare una sosta meno degli altri”

“Forse avete sentito i miei messaggi in radio – ha invece aggiunto Charles sulla gara e l’incidente – Ero molto preoccupato, probabilmente non lo sono mai stato tanto durante una gara perché quando l’incidente è successo stavo cercando di tenere sotto controllo un rivale alle mie spalle e ho visto tutto nello specchietto retrovisore. Quando poi sono arrivato a curva 9 mi sono reso conto che c’erano anche delle fiamme e aspettavo impaziente notizie su Romain. Sono stato molto sollevato quando ho saputo che stava bene, ma i minuti trascorsi prima di avere aggiornamenti mi sono sembrati lunghissimi. Congratulazioni e un grande grazie a tutti coloro che hanno contribuito a creare delle vetture tanto sicure: il lavoro che è stato fatto è incredibile”.
“Una volta che ho avuto le informazioni su Romain sono stato libero di tornare a pensare solo alla gara ma si è trattato di una corsa difficile per noi perché non eravamo abbastanza veloci. Sono partito molto bene ma poi la mia gara si è messa in salita. Credo che oggi la decima posizione fosse tutto quello che si poteva portare a casa. Ci sono altre due gare prima della conclusione della stagione e non abbiamo alcuna intenzione di mollare”.

“L’unica notizia positiva di giornata è quella che ho ricevuto via radio che mi confermava che Romain stava bene – ha detto Vettel – . Quando siamo tornati ai box e sono sceso dalla mia monoposto ho visto le immagini e ancora non so come abbia fatto a uscire dalla macchina. Devo ammettere di aver deliberatamente evitato di guardare troppo quelle immagini.
Parlando della mia gara, il primo stint è stato molto negativo: non avevo passo e ho perso tanto tempo. La situazione è via via migliorata e quando avevo pista libera la vettura non andava neanche male. Tutto sommato però quella odierna è stata una gara molto difficile”.

“Ogni considerazione sul risultato è secondaria rispetto al sollievo provato quando Romain è uscito quasi indenne dallo spaventoso incidente di cui è stato protagonista – il commento di Binotto – Quanto successo testimonia dello straordinario lavoro fatto dalla FIA sul fronte della sicurezza e del coraggio e della professionalità di tutto il personale che rende possibile lo svolgimento di un Gran Premio. Senza i progressi fatti negli ultimi anni – mi riferisco soprattutto all’introduzione dell’halo – oggi dovremmo commentare qualcosa di tragico”.
“Il nostro è stato un risultato deludente ma avevamo visto sin da venerdì che sarebbe stato un weekend in salita. Adesso abbiamo qualche giorno davanti a noi per analizzare bene tutti i dati e capire dove e come possiamo migliorare il comportamento della vettura in vista del prossimo fine settimana: se è vero che correremo ancora a Sakhir – quindi in condizioni di asfalto e di temperature identiche a quelle di oggi – lo faremo su un tracciato del tutto inedito, il che potrebbe offrire delle opportunità. Starà a noi saperle cogliere e cercare di fare meglio di quanto non abbiamo fatto in questo Gran Premio”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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