Hamilton e Silverstone, l’energia della gente, l’orgoglio per la Ferrari: “La politica dei piccoli passi pagherà”

Lewis Hamilton è il re di Silverstone, la sua pista di casa, una gara che ha vinto 9 volte, come nessun altro. La sua storia personale e quella della pista dove è nata la Formula 1 nel 1950 si intrecciano da quando ha cominciato a gareggiare qui da ragazzo e non aveva certo la sicurezza di oggi. Vincere con la Ferrari a Silverstone sarebbe il massimo, ma le caratteristiche della pista non consentono troppo ottimismo dopo che lo stesso Lewis ha confermato come possa servire tutta la stagione per recuperare il gap di motore…

Lewis quest’anno ha cominciato con un piglio diverso, ha già vinto una gara, ha 46 punti più di Leclerc del quale l’anno scorso non riusciva a reggere il ritmo. Nella gara di casa arriverà con un’energia particolare, ma con una Ferrari che non può promettere miracoli.

Silverstone è uno dei circuiti più veloci e impegnativi del calendario, con curve iconiche come Maggotts, Becketts e Copse che mettono a dura prova sia la vettura sia il pilota. Che cosa rende questa pista così speciale dal punto di vista di chi guida e qual è l’aspetto che ti piace di più?

“Non esiste un altro luogo come Silverstone. È uno dei circuiti più veloci e impegnativi del calendario e quei tratti da alta velocità, soprattutto Maggotts, Becketts e Copse, rappresentano una vera sfida perché si affrontano a velocità elevatissime, con la vettura a pino carico aerodinamico. Ci sono pochissimi circuiti che riescono a metterti alla prova quanto questo, ma non c’è solo il tracciato di speciale. Più di ogni altra cosa, c’è l’atmosfera: il sostegno dei tifosi è sempre straordinario e quando sei in pista riesci davvero a percepire tutta quella energia: aggiunge qualcosa di unico all’intera esperienza”.

Il Gran Premio di Gran Bretagna è sempre caratterizzato da un’atmosfera unica, con centinaia di migliaia di tifosi che danno vita a uno dei più grandi eventi sportivi dell’anno. Correre in casa ha ancora un sapore diverso dopo tutti questi anni? E quanta motivazione in più ti dà il sostegno del pubblico di Silverstone?

“Quella di Silverstone è sempre una delle gare più belle della stagione. C’è qualcosa di davvero speciale nel correre in casa, sul circuito che guardavo da bambino, davanti alla mia famiglia, ai miei amici e ai tifosi che mi sostengono da così tanti anni. È stato bellissimo vedere quanto questo evento sia cresciuto nel tempo. Non è solo una questione di numeri, ma anche di varietà del pubblico. Vedi tifosi di tutte le età e si percepisce davvero un’atmosfera da grande evento per tutta la famiglia. Dal momento in cui esci dal garage senti l’energia, vedi le bandiere, ascolti il rumore del pubblico: tutto questo crea un’atmosfera incredibile e ti dà immediatamente una carica in più. Quel sostegno significa tantissimo per me e rappresenta sicuramente una motivazione aggiuntiva. I tifosi hanno avuto un ruolo fondamentale nei successi che ho ottenuto qui nel corso degli anni”.

In Formula 1 il successo è spesso il risultato di una serie di piccoli miglioramenti più che di un’unica grande svolta. Dal tuo punto di vista, come hai visto evolversi la squadra nel corso della stagione e che cosa ti dà fiducia nella direzione che la Ferrari sta seguendo?

Nel motorsport non esistono bacchette magiche: tutto nasce da tanti piccoli passi, costruiti attraverso mesi di duro lavoro, impegno e fiducia da parte di tutte le persone coinvolte, ed è esattamente quello che sto vedendo in Ferrari. Sono orgoglioso di questa squadra e del percorso che stiamo facendo insieme. Ho trovato un gruppo di persone determinate, instancabili e capaci di lavorare davvero come una squadra, e questo mi dà grande fiducia. Tutti a Maranello lavorano senza sosta, così come tra una gara e l’altra. Ora si tratta di continuare a costruire, trovare sempre maggiore continuità e riuscire a sfruttare al massimo ogni singolo weekend di gara”.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.