Il ritorno in pista di Iron Mauri: Arrivabene alla Juve

Confermate le ipotesi dei giorni scorsi: Maurizio Arrivabene, ex team principal Ferrari (dal 2014 al 2019) e dal 2012 nel cda della squadra bianconera, sarà il nuovo amministratore delegato della Juve.

Il grande ritorno di Iron Maury. Dalla Ferrari alla Juventus. Un grande salto davvero soprattutto dopo che John Elkann aveva deciso di lasciare il Cavallino nelle mani di Mattia Binotto, chiudendo il rapporto con l’uomo a cui Sergio Marchionne aveva affidato a sorpresa la gestione sportiva ferrarista dopo la breve parentesi Mattiacci.

L’arrivo di Maurizio alla Juve significa che, alla faccia di tutte le chiacchiere dei mesi scorsi, Andrea Agnelli è ancora saldamente in sella nonostante la stagione non proprio brillante con Andrea Pirlo in panchina. Arrivabene è infatti un uomo di Andrea, un suo grande amico, oltre che un suo mentore ai tempi in cui il giovane Agnelli si era avvicinato al mondo del lavoro seguendo la sponsorizzazione Philip Morris in Ferrari.

Il suo soprannome: Iron Mauri dice tutto. Arrivabene è un uomo tutto d’acciaio che aveva fatto della durezza la sua cifra. In Ferrari la sua gestione aveva anche funzionato, almeno fino a che sopra di lui c’era un presidente come Sergio Marchionne (che lo aveva scelto a sorpresa dopo aver seduto accando a lui per anni nel cda di Philip Morris). Poi Maurizio ha cambiato atteggiamento, ha cominciato a vedere ombre anche dove non c’erano e si è chiuso a riccio. Un errore che ha pagato con la cacciata perchè contro di lui ha cominciato a lavorare Marria Binotto che, forte delle sue competenze tenciche, prima ha convinto Marchionne, poi pure Elkann.

La coppia, con una presidenza forte o almeno un amministratore delegato competente di Formula 1, avrebbe potuto funzionare. Invece finì con il farsi la guerra e Elkann fu costretto a scegliere.

#Ferrari revolution: i retroscena della promozione di #Binotto

Arrivabene alla Juve significa che Andrea Agnelli non si muoverà da Torino e quindi non arriverà a Maranello come qualcuno credeva. In Ferrari resta sempre da nominare un amministratore delegato (Colpo di scena in Ferrari: si dimette Camilleri) ma pare che ormai la nomina sia alle porte con una persona che non proviene però dal mondo dell’auto.

Noi a Race Anatomy continueremo comunque ad assegnare il nuovo premio arriva bene. Ma mi sa che la prossima volta lo assegnerò proprio a Maurizio. Perchè meglio di così non poteva arrivare….

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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