Kimi bravo, fortunato e già in fuga. Non svegliatemi dal sogno

La storia siamo noi, anzi è lui, quel ragazzo che deve ancora compiere vent’anni, ma sta riscrivendo il libro della Formula 1, aggiungendo record su record, arrivando ad esplorare terre mai visitate prima. Nessuno aveva mai vinto i suoi primi quattro gran premi di fila, neppure i più grandi di tutti. Kimi ha messo in fila Cina, Giappone, Miami e Canada.

Un giro del mondo della felicità che dopo cinque gare lo vede in testa al campionato con 43 punti di vantaggio sul suo compagno di squadra con cui aveva combattuto a lungo per trenta giri. Sorpassi e contro sorpassi, altre lamentele via radio, poi improvvisamente a Russell è andato in tilt qualcosa e George è sceso dalla sua Merecedes prendendola a pugni: “Non me ne va una giusta, era meglio mi capitasse a Miami usando ero sesto, non adesso che ero in testa. C’è qualcosa che non va nel verso giusto. Non voglio augurare sfortuna a nessuno, ma di certo mi sento perseguitato”, ha detto una volta tornato ai box, con la faccia di chi ha appena preso un cazzotto e ancora non ci crede. Comincia a vedere i fantasmi, a sentire che qualcosa gli sta sfuggendo di mano.

In questo weekend aveva fatto tutto bene, prendendosi due pole e la gara sprint e si stava giocando la vittoria con Kimi che lo aveva sorpreso al via, ma poi si era fatto ripassare, cominciando un duello duro, tosto, ma corretto. Fino al black out che ha cambiato le sorti della gara, consegnandola nelle mani del bimbo più veloce del mondo. “Non è il modo in cui volevo vincere, avrei preferito duellare con George, ma me la prendo e penso alla prossima”, ha detto dal podio, dove finalmente ha potuto bere champagne.

Kimi è stato fortunato, certo, ma la fortuna se l’è guadagnata tutta, con una gara vissuta incollato al compagno di squadra, pronto ad approfittare di ogni errore. In questo weekend ha dimostrato di avere anche il carattere oltre alla velocità, di sapersi far rispettare anche a costo di sentirsi riprendere dal boss che non lo anmmetterà mai, ma sta godendo come un pazzo vedendo il suo pupillo in fuga. Il duo Mercedes, almeno fino a che Russell è rimasto in pista, ha fatto gara a parte dopo il suicidio della McLaren che era partita con gomme Intermedie. Follia pura, chissà se lo avesse fatto la Ferrari che cosa avremmo detto…

Dietro a Kimi si è così rivisto il vecchio duello tra Verstappen e Hamilton, 11 titoli mondiali in due. E Lewis, su una pista che ha sempre amato, è andato a prendersi anche l’applauso della mamma ai box, riuscendo a passare Max all’esterno di curva 1 al 62° dei 68 giri previsti. Hamilton ha così chiuso al secondo posto, il suo miglior risultato da quando guida la Ferrari, davanti a Max e a Leclerc che ha lottato per tutto il weekend con un’auto che non ha mai sentito sua. Per divertirsi dovrà aspettare la prossima puntata a casa sua, a Monte Carlo. Per ora godiamoci Kimi, sul podio davanti a 11 titoli Mondiali.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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