#Leclerc un anno dopo si ritrova in una gabbia dorata. Ma non la cambierebbe con una #Mercedes

Era il primo settembre di un anno fa. Il giorno dopo aver provato un dolore immenso per la morte in pista dell’amico Hubert, Charles Leclerc provò la gioia massima: la prima vittoria della sua vita alla tredicesima gara in rosso Ferrari. Lacrime e sorrisi. Una costante di questa sua ancora giovane vita. Un subbuglio di sentimenti già provato quando vinse il campionato di Formula2 poco dopo aver perso il padre.

“La pista di Spa ha un posto speciale nel mio cuore: qui ho vinto la mia prima corsa di Formula 1, ma sempre qui, un anno fa, ho perduto il mio amico Anthoine (Hubert) in Formula 2. Per questo motivo tornare su questo circuito, almeno all’inizio, sarà difficile e il suo pensiero sarà con me per tutto il weekend”.

In un anno la sua vita è cambiata come quella di chi sbanca al Superenalotto, anzi di più. Oggi è l’uomo del futuro con in tasca un contratto lungo 5 anni con la Ferrari (fatto mai successo in precedenza) anche se per la sua personalissima sala dei trofei forse sarebbe stato meglio averne uno di un anno soltanto con la Mercedes.

In questo anno oltre a firmare il contratto della vita, ha fatto il modello per Armani, l’attore per Lelouch, il testimonial per Riva, il fidanzato di Charlotte, il pilota di eSports… ha pure scritto la prefazione del mio ultimo libro… ma poi è salito sulla Sf1000 e il risveglio è stato brusco.

Charles vive in una gabbia dorata come quella raccontata in certi gialli svedesi di Camilla Lackberg. È intrappolato in una Ferrari che non trova le prestazioni con la prospettiva di un 2021 non molto diverso. Eppure non cambierebbe una virgola della sua vita.

Gp del Belgio, un anno fa con dedica ad Anthoine

“In termini di prestazione, non sarà facile ripetere il risultato di un anno fa perché la nostra condizione di partenza è diversa da quella del 2019 – ammette – Però abbiamo visto che su questa pista tutto può succedere anche e soprattutto a causa del meteo imprevedibile”

“Quello che dovremo fare noi come squadra è cercare di metterci in condizione di massimizzare il potenziale della vettura lavorando fin dal venerdì in maniera intensa. Nelle prove libere dobbiamo acquisire le informazioni che ci permettano di scegliere al meglio la strategia da adottare in qualifica e soprattutto in gara”.

La fiducia non gli manca. La pazienza neppure. Tocca alla Ferrari non fargliela perdere. Il presidente Elkann e Mattia Binotto gli hanno dato le chiavi della Ferrari, gli hanno messo di fianco un compagno accomodante al posto di Vettel. Qualcuno dice che il suo manager, il figlio di Todt, è un po’ ingombrante, ma per ora va detto che Nicolas non ha sbagliato un colpo.

Charles quest’anno qualche errore lo ha fatto, anche grosso come in Austria2 quando ha eliminato Seb. Ma se la Ferrari è salita due volte sul podio il merito è solo suo. Blindarlo, in fin dei conti, è stata la miglior cosa fatta da Maranello negli ultimi anni.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 commento

  1. Con il senno di poi, non sò se avrebbe sottoscritto un contratto per 5 anni sapendo come si sarebbe trovato oggi e, probabilmente, il prossimo anno. Credo che anche Sainz si stia ricredendo sulla sua decisione. Indubbio il fascino di sedere sulla rossa ma per un pilota è anche importante perlomeno lottare per la vittoria e non per arrivare tra il quinto ed il decimo posto. Buon per lui: avrà comunque tempo e, sicuramente, non potranno imputare solo a lui i risultati poco soddisfacenti. In questo modo lo lasceranno sicuramente più tranquillo.

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