#Leclerc: “Non voglio perdere mai, neppure ai videogiochi”

L’immagine di Charles Leclerc arriva un po’ flou, colpa di un telefono volato per terra che ora fa un po’ le bizze. Charles è in collegamento da casa sua a Monaco. Inglese, francese, italiano: ha tempo per tutti.

Le sue giornate non cominciano tanto presto. Di solito si alza verso le 10, 10.30. Allenamento, simulatore, pranzo, videogiochi, simulatore, ancora allenamento. Resta spazio per la fidanzata, qualche libro, molta musica con tentativi alla chitarra (“ma ora ho rotto una corda”) e al piano. “Il simulatore lo avevo già, ma lo avevo sempre usato pochissimo. Adesso ci sto anche cinque ore al giorno. Mi diverto un sacco e vedo che anche i tifosi si divertono a seguire le gare. Su twitch mi lascio in po’ andare, negli appuntamenti ufficiali della F1 invece non ci sto a perdere. E comunque i tifosi possono vedere il vero Charles, quello che non emerge nei weekend dei gran premi”. Ecco che viene fuori la sua competitività. Charles non vuole perdere, mai.

“Il gioco ufficiale della F1 è un po’ più arcade dell’altro, mi piace e poi i circuuti sono molto realistici. Oggi è la cosa più vicina alla guida che abbiamo e, anche se manca la Forza G, lo trovo utile per allenare i riflessi e la concentrazione… In questo periodo si rischia di perdere un po’ il filo, quando arrivano qualifiche e gara invece mi obbligo a concentrarmi”.

Racconta dei progressi in cucina: “Mi faccio pollo e pasta. Come? in bianco… Ma l’altro giorno mi sono buttato sulla carbonara, non è venuta male…”. Iscrivetelo a MasterChef e in una settimana vedrete….

Sul muro dietro di lui si intravede ha una gigantesca foto d’autore in bianco e nero. E’ un homeless della serie firmata da Lee Jeffries qualche anno fa. “E’ un’immagine potente, mi piaceva… mi spiace per il telefono, ma l’ho preso dentro con l’asciugamano uscendo dalla doccia e ha fatto una brutta fine”. Sarà anche un campione, ma resta sempre un ragazzo di 22 anni.

“So che adesso anche Seb ha il simulatore, ma non ci siamo ancora sfidati. Sarebbe divertente farlo. Con Seb andiamo più d’accordo di quanto pensi la gente dopo che ha visto quel che è successo in Brasile. Mi piacerebbe restasse, ma qualsiasi scelta farà la Ferrari sarà la benvenuta, per le non cambierà nulla”.

Cyclette, pesi, elastici. la Technogym gli ha mandato a casa l’attrezzatura per stare allenato. “Mai stato così in forma come in questo periodo. Ma mi manca correre, mi mancano le cene al ristorante con gli amici”.

“E’ come nel resto del mondo. È giusto stare in casa. Io ho paura per mia mamma più che per me. In questo periodo tutti dobbiamo fare qualcosa per aiutare, io cerco di regalare un sorriso ai miei tifosi con le gare online e di chattare anche un po’ con loro. Se mi chiederanno di tagliarmi lo stipendio non ci saranno problemi, sarebbe giusto farlo. Si parla molto anche di budget cap, l’importante è che la Formula1 resti il massimo della tecnologia”.

“Il simulatore è la cosa più vicina alle corse, mi aiuta ad allenare i riflessi e la concentrazione ecco in questo è fondamentale perché quando ci sono le qualifiche e la gara sai che deve scattare qualcosa… Non so come sarà tornare in pista la prima volta. È fondamentale farlo in sicurezza, se poi farlo a porte chiuse e organizzare due gare di fila sulla stessa pista aiuta a ricominciare prima, ben venga. Sarebbe forte anche correre una gara in un senso e la seconda nell’altro. Coi kart lo facevamo. Certo non è che chi va forte in un senso, poi andrebbe piano nell’altro, ma per noi piloti sarebbe stimolante”.

Correre senza pubblico non è bello,  noi lo vediamo, lo sentiamo… io ricordo l’affetto di Monza lo scorso anno… Avevo voglia anche di prendermi una rivincita a Montecarlo dove non ho ancora finito una gara… Ma se facendo così possuiamo cominciare prima…”

“Non c’è nulla di ufficiale. L’anno scorso lì ho perso contro Max, ma ho imparato a essere più aggressivo e già a Silverstone ho reagito in un altro modo. Noi non partiamo come favoriti, questo è certo. Sarebbe buono poter fare 12/13 gare. Meno sarebbe meglio di niente comunque. Più breve sarà il campionato, più azzardi magari si potrebbero tentare in pista”.

“Ho letto che Hamilton ha detto che resterà in Mercedes. Non mi interessa, la mia squadra da sogno era la Ferrari e ci sono arrivato. Io sto vivendo il mio sogno e spero di riuscire presto a portarla a vincere. Il paragone con Gilles, mi fa piacere, ma è presto per meritarlo”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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