Magia sprint di Hamilton, ma Kimi è lì

Peccato sia solo venerdì, perché il colpo è davvero grosso. Lewis Hamilton capovolge ancora la Formula 1 e alza la voce in quello che da vent’anni è il suo giardino di casa. “Adoro questo posto, adoro questo pubblico e la macchina era davvero grandiosa. Tutti stanno spingendo al massimo e meritano questa pole”, ha detto un sir Lewis orgoglioso di questa Ferrari che ha portato in pole nella gara sprint.

“Sono in estasi non pensavo di poter arrivare in prima fila. Non era semplice con tutta la potenza in più che hanno i nostri avversari”, aggiunge, pur sottolineando che il vantaggio su Kimi Antonelli è di soli 11 millesimi, mentre gli altri, a cominciare da Verstappen (a 0”321), sono tutti più lontani. Il miracolo Ferrari si può spiegare con il feeling particolare di Lewis con questa pista e con il lavoro fatto a Maranello per trovare il giusto modo di gestire l’energia su una delle piste più lunghe e veloci del Mondiale. Ci si aspettava una Ferrari migliore di quella orribile vista in Austria la scorsa settimana, ma neppure Lewis sognava di riuscire a prendersi la pole della gara breve e di cominciare a sognare davanti alla sua gente.

Il suo vantaggio su Leclerc, quarto a 0”327, racconta che c’è tanto di suo in quel tempo. D’altra parte Lewis è stato il più veloce fin dalle Fp1 del mattino e poi in tutte le tre Q delle qualifiche. Nessuno è stato più veloce di Hamilton che ha trovato il feeling appena ha messo in pista la sua Sf-26 dopo che giovedì aveva detto: “Possibilità di vincere? Sì, se mi date un cacciavite per smontare le Mercedes”.

Invece, zitto zitto, ha studiato insieme agli ingegneri la strategia giusta per gestire l’energia. La telemetria racconta che Lewis si è preso la pole negli ultimi 100 metri, quando la sua Ferrari aveva più energia della Mercedes di Kimi.

“Mi ha sorpreso quanto la Ferrari abbia guadagnato sui rettlinei, adesso vanno come noi se non meglio. Loro hanno fatto un gran lavoro, ma anche noi dobbiamo cercare un altro step per la qualifica. Siamo messi bene, ma possiamo migliorare”, il parere di Kimi.

Misteri di questa Formula 1 che sorprende quasi ogni volta. Nel giorno di Lewis, però Antonelli è lì e soprattutto Russell è lontano, battuto di 0”346 dal compagno. È anche casa sua, ma il suo weekend si annuncia complicato. Come quello della Lego che ha apparecchiato una parata pre gran premio con dei modelli elettrici affidati a ogni pilota, ricevendo applausi, ma anche accuse, come quella lanciata da Max: “Siamo piloti, non pagliacci”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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