#Mosley 80 la vita controversa dell’uomo che ha reso più sicura la #Formula1

Max Rufus Mosley compie oggi 80 anni (13 aprile). E’ stato un personaggio importante e controverso del mondo dell’automobilismo. Pilota, costruttore (era ma M di March) e poi presidente della Federazione Internazionale dal 1993 al 2009 prima che uno scandalo a luce rosse lo mettesse al tappeto.

Ricordo una volta che andai a trovarlo nel suo ufficio londinese insieme all’allora direttore di Rombo, l’amico Franco Panariti. Ci aspettavamo un luogo lussuosissimo visto che eravano dalle parti di Harrods nel ricco quartiere di Knightsbridge. Invece Mosley ci ricevette in un buio e piccolo ufficio. Fu però cortese e chiaro nelle risposte.

Era un uomo dai due volti. Sapeva essere cortese, educato e gentile, ma anche diventare autoritario e intransigente. Senza contare il vizietto che lo ha smascherato (provocato da qualcuno che gli voleva certamente del male).

Mosley non veniva da una famiglia banale. Suo padre era Sir Oswald Mosley, ex ministro laburista e conservatore, fondatore e leader della British Union of Fascists. Sua madre era  Diana Mitford, scrittrice e giornalista anche lei sostenitrice delle medesime dottrine (le loro nozze vennero tenute segretamente nella casa del gerarca nazista Joseph Goebbels, dove anche Adolf Hitler partecipò quale unico ospite d’onore). Tanto per capire l’ambientino in cui è cresciuto.

Max si laurea in fisica nel 1961 al Christ Church College di Oxford. Successivamente studia diritto alla Gray’s Inn di Londra, ottenendo nel 1964 la qualifica di avvocato. Una persona colta e impegnata con una grande passione per i motori che negli anni ’60 lo porta a intraprendere una breve carriera di pilota, ottenendo modesti risultati in Formula 2 alla guida di una Brabham della scuderia di Frank Williams.

Nel 1969 a Bicester, nell’Oxfordshire fonda però una scuderia insieme a Alan Rees, Graham Coaker e Robin Herd. Dalle loro iniziali è stato ricavato il nome March.

Insieme a Ecclestone, Frank Williams, Ken Tyrrell e altri rappresentanti delle principali squadre, fonda nel 1974 la FOCA (Formula One Constructors Association), l’associazione che rappresenta gli interessi commerciali delle scuderie negli incontri con la FISA (poi diventata Fia).

Max Mosley divenne poi presidente della Fia dopo Balestre e prima di Todt, regnando dal 1993 al 2009. Gli va riconosciuto di aver lavorando incessantemente per la sicurezza della Formula 1 negli anni tragici della morte di Ayrton Senna.  Anche se poi a fine carriera il suo accanimento, quasi personale contro Briatore, lascerà qualche macchia sul suo modo di comportarsi.

Certo la macchia più grande resta lo scandalo a luci rosse scoppiato quando nel 2008 il quotidiano inglese News of the World pubblicò delle fotografie in cui prendeva parte a festini poco raccomandabili, oltretutto travestito da ufficiale nazista.

E’ in uscita (avrebbe dovuto essere presentato a marzo) un documentario sulla sua vita. Intitolato semplicemente “Mosley”, il film non tralascia la parte sul padre del britannico, Sir Oswald Mosley, il controverso e famigerato leader dell’Unione britannica dei fascisti prima della seconda guerra mondiale (“Qualcuno ha chiesto se Hitler fosse un ospite come il matrimonio dei suoi genitori? La risposta è sì, lo è”)

Il film non tralascia neppure le imbarazzanti rivelazioni di News of the World . Non è insomma un lavoro celebrativo. Attraverso varie interviste cerca di mettere in evidenza sia i pro che i contro di un personaggio che comunque ha contribuito a rendere la Formula 1 più sicura.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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