Rassegna stampa BritishGp tra Hamilton e i sogni di Leclerc

Rassegna stampa della pole che non vale la pole in questa Formula1 che sperimenta per incontrare i giovani e non allontanare tutti gli altri. Comunque vada Hamilton nella gara di casa si è ripreso le prime pagine… un po’ come Leclerc che per la SrintRace fa sognare i ferraristi.

Oh, e dunque i soliti primi due sono arrivati ai primi due posti anche nelle prove cronometrate di Silverstone, dove si sperimenta il nuovo format. Partiranno davanti, ma non nel vero GP di domani, perché per la prima volta dopo 1044 GP questa non è una pole position. Partiranno davanti nella Sprint Race di oggi, la corsa da 17 giri e 100 km, senza soste, che serve a stabilire la vera griglia. Primo Hamilton e secondo Verstappen. Il distacco ammonta a 75 millesimi. Leclerc è in seconda fila con il quarto tempo, Sainz in quinta con il nono. Jacopo D’Orsi per la Stampa parla di giro capolavoro del campione del mondo, che “ha dato una gioia ai 90 mila in tribuna, delusi dal calcio. Mai vista tanta gente in un venerdì, nemmeno prima del Covid. Sarebbe stata la sua pole numero 101, l’8ª in casa, la 3ª stagionale. La pole significa da sempre velocità, chissà cosa avrebbe pensato Senna vedendola messa in palio in una gara”.

Max Verstappen è già perplesso, Toto Wolff teme che alla fine il sabato sarà noioso. Paolo Rossi su Repubblica invita all’ottimismo e scrive: “E se avessimo dato finalmente un senso ai week-end di Formula 1? Non devono averne a male gli appassionati del cronometro, i fanatici dei numeri, persone rispettabilissime: ma, onestamente, dobbiamo chiederci quanti noiosi venerdì abbiamo trascorso tra la prima sessione di prime prove libere e la seconda sessione di prove libere e i soliti bla bla bla sul come “stiamo cercando l’assetto”, “sarà un fine settimana difficile”, “non siamo da qualifica sì, ma abbiamo il passo gara”. Forse a Silverstone, dove tutto è cominciato nel 1950, la Formula 1 ha introdotto un’innovazione che può funzionare”.

Fulvio Solms sul Corriere dello sport-stadio dice che “questa delle qualificazioni senza pole è una contraddizione da cui bisognerà trovare il modo di uscire, perché l’intera storia della Formula 1 ha esaltato il poleman come interprete della velocità assoluta stavolta s’è disputata una qualificazione che non ha assegnato un bel nulla”.

Lo stesso Daniele Sparisci sul Corriere della sera sottolinea qualche incongruenza quando scrive che “la confusione è parecchia nel nuovo format della F1. Sarà premiato un giro più lento di quello con cui il sette volte campione della Mercedes ha conquistato la prima casella della griglia del mini-Gp, un’anomalia che stona”. Il Corriere della sera trova che “il lifting necessita di aggiustamenti, quest’anno lo vedremo anche a Monza e in Brasile” ma che “rispetto alle sessioni di prove libere a carte coperte è un altro mondo: abbiamo assistito a un confronto privo di tattica. Gomme libere e giù il gas. Si è esaltato chi guida di cuore”.

Anche Andrea Cremonesi per la Gazzetta dello sport scrive che “per la prima volta dopo 25 anni (era il 1996) il venerdì dei GP torna a darci una classifica vera, non inquinata dalle diverse strategie delle squadre (come i giochi sui quantitativi sui carburanti). Unico neo la decisione di non considerare questa prestazione alla stregua di una pole, che nella storia premia il coraggio di chi, andando al limite proprio e del mezzo che guida, ottiene il giro più veloce”. Per la Gazzetta Hamilton avrebbe meritato di aggiornare le sue cifre, sebbene questa non sia considerabile una pole canonica.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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