Rassegna stampa: che si dice del Valentino d’Arabia…

Valentino Rossi è tornato ad occupare le pagine dei quotidiani italiani con l’annuncio del nuovo accordo di sponsorizzazione con gli arabi che permetterà alla sua VR46 di partecipare al mondiale in MotoGp. La VR46 è una realtà importante per la scoperta e la crescita dei nuovi talenti italiani. E’ qualcosa di bello che Valentino lascerà in eredità anche una volta che smetterà di correre. Si ma quando smetterà? Ormai è già andato oltre…

Ecco il raccontro attraverso loslalom.it e i quotidiani di oggi…

Valentino non smetterà nemmeno quando avrà smesso. Il campione che per Lucio Dalla assomigliava ad Alessandro Magno, l’ex ragazzino che secondo Mina è «irridente come Cirano, impietoso come Monzón, bello come un putto del Cinquecento, più simpatico di Jerry Lewis e più figo del noiosissimo Brad Pitt», avrà una terza vita dopo la prima da pilota e la seconda da icona. Si chiama Tanal Entertainment Sport&Media l’appendice di Rossi, il marchio che terrà il suo nome tra i motori, il nome e la sigla, VR46, e si tratta della holding della famiglia reale saudita. Del resto anche Totò aggiunse d’Arabia al titolo dell’ultimo film in cui compare il suo nome, quando viene adottato dallo sceicco e dalle sue trenta mogli come El Buzur II e gli toccherà guidare la raffinazione del petrolio nella compagnia Totòil a San Giovanni a Teduccio. 

I tramonti sanno spesso di petrolio. L’ultimo film di Valentino, «un sognatore timido» nella definizione di Milo Manara, si chiamerà invece ARAMCO Racing Team VR46, la scuderia che presenterà al Mondiale del 2022. Matteo Aglio su la Stampa racconta: Il ponte che porta da Tavullia all’Arabia passa dall’architetto Marco Bernardini, persona di fiducia del principe Abdulaziz bin Abdullah Al Saud. Si era iniziato parlando di un parco a team dedicato alla VR46 (sulla falsariga di quello Ferrari ad Abu Dhabi) e si è finito per gettare la fondamenta di una squadra. Rossi è anni che sta pensando al suo futuro, con le squadre nel Motomondiale, la scuola per i piloti, l’azienda di merchandising. Ora il cerchio si è chiuso con la garanzia che il suo nome rimarrà a lungo nel Motomondiale”.

Daniele Sparisci e Giorgio Terruzzi sul Corriere della sera parlano di un pieno di petroldollari, per l’ultimo sogno di Valentino Rossi. Dietro all’operazione si muovono gli interessi personali di Rossi, intenzionato a proseguire la carriera in un altro ruolo, da manager, quando avrà smesso di correre. E a dare continuità e stabilità finanziaria all’Academy di Tavullia per i giovani piloti. Poi ci sono gli interessi economici della Dorna, la società organizzatrice del Motomondiale, che non ha intenzione di perdere la presenza del Dottore, in qualunque forma, e il suo seguito. E quelli geopolitici dell’Arabia Saudita, che sta riversando miliardi nello sport”.

Presto la MotoGP arriverà anche là, come la Formula 1. Il Corriere della sera aggiunge che a Qiddiya stanno costruendo una pista. Amnesty e le altre associazioni per i diritti umani da tempo denunciano la politica di «sportwashing» di Riad, utilizzata per distogliere l’attenzione dalla feroce repressione contro gli oppositori. E per tentare di pulire l’immagine di un Paese macchiata dall’assassinio di Jamal Kashoggi. Sul fronte arabo fra gli advisor della holding figura un altro italiano, Pasquale Lattuneddu. Era il braccio destro dell’ex patron della F1 Bernie Ecclestone. Il suo nome suggerisce che un’operazione simile possa essere replicata in Formula 1. È chiaro che potrà disporre di un budget enorme, l’obiettivo della futura squadra sarà lottare per vincere”.

Anche Maria Guidotti sul Giornale sottolinea che L’Arabia Saudita aggiunge così un altro tassello al piano di sviluppo sociale ed economico denominato Vision 2030 che punta a diminuire la dipendenza dalle risorse petrolifere aumentando, tra le altre cose, l’impegno in eventi sportivi. Il giovane principe ereditario sta traghettando il regno che naviga sull’oro nero verso una sempre maggiore apertura al mondo occidentale sulle orme di quanto hanno già fatto altri paesi del Golfo, come gli Emirati Arabi, il Qatar e il Bahrain. 

Con quale moto nascerà la scuderia di Valentino? Suzuki, Aprilia o Ducati. Le prime due hanno un vantaggio, secondo Mirko Melloni che ne scrive sul Corriere dello sport-Stadio. La Ducati ha già sei moto al Mondiale. 

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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