Rassegna stampa: dal patatrac di Leclerc al duello mondiale tra Max e Lewis

Rassegna stampa pre qualifiche: la Formula 1 guadagna spazio in una giornata dominata da Sofia Goggia e da una giornata non banale del campionato di calcio. La lotta mondiale tra Max e Lewis sui quotidiani italiani passa in secondo piano per merito (o meglio colpa) di Charles Leclerc e del suo botto.

Se il GP di domani finisse come l’ultima prova di ieri, non solo il Mondiale non sarebbe deciso in favore di Verstappen, ma arriverebbe all’ultimo appuntamento in Abu Dhabi con Hamilton in vantaggio di 4 punti. Un mese e mezzo fa, un finale così non lo immaginava nessuno. Lewis Hamilton ha segnato il miglior tempo in entrambe le libere di ieri, l’ultima corsa nelle condizioni delle qualifiche di oggi e in condizioni simil-gara, con l’illuminazione artificiale. Così ha dato a Verstappen un distacco di 195 millesimi, lungo quello che Daniele Sparisci sul Corriere della sera chiama luna-park sul lungomare, 6 km di pista, dove “Max Verstappen è apparso in difficoltà, non aveva il passo di Hamilton che si è portato al rimorchio Bottas. La Mercedes sembra superiore alla Red Bull, come nelle ultime due gare. Ma il Gp arabo assomiglia a una lotteria”.

Charles Leclerc è andato a sbattere contro le protezioni alla curva 22 di un tracciato che Hamilton ha definito «spericolato e incredibilmente veloce». La media è stata di 249,684 km/h. Si tratta del terzo incidente per Leclerc in circuiti cittadini, dopo Baku e Montecarlo. 

Alessandra Retico su Repubblica sottolinea  “trattori, trivelle, betoniere e cemento ancora in azione o appena spiaggiati e fumanti in alcuni punti della pista. Tempi di costruzione da primato: in soli 8 mesi. Dentro la pista è sepolta terra dalla Mecca. Sotto le quattro ruote, la culla dell’Islam. D’altra parte Gedda è sempre stata la via del pellegrinaggio per la città santa dei musulmani e oggi, nelle sue viscere, mescola insieme una delle culture più conservatrici in questa parte del mondo con l’ambizione di affacciarsi alla modernità. Resta molto da fare.  Basterà ad alzare il sipario su un Paese nuovo?”. 

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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