Rassegna stampa di Imola: Red Bull meglio della Mercedes, ma Hamilton meglio di Max

Poche ore al Gran premio, qualche riga per leggere quanto scritto oggi dopo la 99esima pole position di sir Lewis Hamilton grazie a www.loslalom.it

Nella sua colonna su l’Équipe, Romain Grosjean scrive stamattina che vincere un campionato significa saper fare macchine veloci. La Mercedes lo fa benissimo da sette anni. Vincere un campionato significa anche saper vincere le corse quando non sei il più veloce, e la Mercedes sta facendo fa tre settimane. Ciò che gli strateghi della squadra tedesca sono riusciti a fare ha una maestria impressionante.

Verstappen viene rimproverato di aver gettato via l’occasione per essere in griglia davanti a tutti (lo dice per esempio Toto Wolff), così come aveva sprecato la chance di vincere in Bahrain. 

Io sul Giornale scrivo che Hamilton non lo cancella nessuno e che vedere Max dietro al suo compagno di squadra, anche se quest’anno si tratta di Peree non del solito scarsone, fa un certo effetto. Ma con questa sono tre le volte in cui ha sparato il match ball in rete perdendo gioco, partita e incontro. Lo aveva fatto un anno fa in Turchia buttando via una pole fatta apposta per lui sul bagnato, si è ripetuto tre settimane fa in Bahrain, ha completato l’opera a Imola su una pista dove anche l’anno scorso aveva sbagliato. Che senta la pressione? Può darsi. Certo tre indizi cominciano a fare casistica e statistica

Stefano Mancini su la Stampa sottolinea che è dai test invernali che la Red Bull sembra più veloce della Mercedes e Max Verstappen più agguerrito. Poi, alla resa dei conti, il talento, l’esperienza, in una parola la grandezza, fanno la differenza: Lewis rimane un gradino al di sopra del rivale, sebbene il divario sia sempre più sottile”. 

La Ferrari è di nuovo quarta con Leclerc come nel GP d’esordio, “con le ruote per aria sopra i cordoli, sprazzi alla Villeneuve”, scrive Daniele Sparisci sul Corriere della sera. “Soltanto 177 giorni fa sulla stessa pista la Ferrari prendeva una paga superiore al secondo”. Carlos Sainz invece 11esimo. Per il Corriere della sera “il rischio pioggia potrebbe sgretolare il vantaggio strategico di partire davanti su un tracciato dove non si sorpassa. Fra la zona podio e la retrocessione a posizioni ben più tristi ballano scarti ridottissimi, piccole invenzioni tecniche”, ma la Stampa mette in evidenza che “le gomme a Sakhir avevano sofferto l’asfalto caldo, l’ondata di gelo che si è abbattuta sull’Italia diminuirà il consumo degli pneumatici e consentirà ai piloti di spingere di più. Inoltre, non è vero che la Ferrari ha già abbandonato lo sviluppo della monoposto di quest’anno per dedicarsi esclusivamente al progetto 2022: la SF21 correrà oggi con un nuovo fondo per migliorare l’aerodinamica”.

Non si accontentano, non rinunciano, aggrediscono il loro destino al pari di esordienti a caccia di una prima soddisfazione. Agonisti formidabili ma anche uomini dotati di una umiltà esemplare. Ciò che permette a un campione di migliorare senza darsi tregua per realizzare un sogno all’apparenza spropositato. Quando è così, un avversario, una difficoltà, una ferita, diventano inevitabili contrattempi da superare in solitudine, senza scuse. scrive Giorgio Terruzzi sul  Corriere della sera

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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