Rassegna stampa: la grande rimonta di Hamilton e il grande ritorno di Alonso

Lewis Hamilton ha ridotto il distacco in un paio di corse da 21 punti a otto e nelle prossime due, tra Arabia Saudita e Abu Dhabi, ce ne sono a disposizione altri cinquantadue. Come scrive Giles Richards sul Guardian è tornato “implacabile e indomito nella sua determinazione a portare la lotta per il titolo fino al limite. Con la sua vittoria su Max Verstappen nel Gran Premio del Qatar, il campione del mondo ha assicurato che questa battaglia restasse in bilico. La Mercedes potrebbe avergli consegnato la macchina per fare la differenza in un momento vitale”. E lui l’ha portata al traguardo senza rinunciare a essere l’Hamilton che è, con un casco arcobaleno per i diritti LGBTQ in quel Qatar che invece non ne tiene conto. 

Stefano Mancini su la Stampa racconta di Mutaz Barshim che ha sventolato la bandiera a scacchi.

“È un eroe nazionale da queste parti: ai Giochi di Tokyo ha condiviso l’oro con Gianmarco Tamberi. C’è qualcosa di simbolico nella sua presenta all’autodromo di Losail: il duello tra Hamilton e Verstappen meriterebbe di finire in parità, proprio come due mesi e mezzo fa il suo contro l’atleta azzurro. Ma in F1 non si può. Ci saranno un vincitore e una coda di veleni, altro che abbracci in pedana”.

Veleni esasperati dalle lentezze con cui la giustizia sportiva della FIA sta prendendo le sue decisioni. Lo ammette lo stesso Tom Cary dalle colonne del Telegraph quando scrive che è stato imperdonabile comunicare la sanzione a Verstappen solo un’ora prima della gara, per aver ignorato le bandiere gialle in qualifica. “Un ritardo – scrive – che ha provocato un’enorme confusione, con i meccanici Mercedes e Ferrari in lite sulla griglia per decidere chi dei loro piloti – Bottas o Sainz – sarebbe partito quinto. Solo in Formula 1, uno sport pieno di cervelloni armati di stregonerie tecnologiche più della NASA, potevano permettere alle auto di dirigersi sulla griglia di fronte a un pubblico globale di milioni di persone, senza sapere in quale posizione si stessero schierando”.


Eppure, scrive il Telegraph, siamo alle prese con il più bel finale degli ultimi anni. “Che differenza rispetto a un paio di settimane fa”. 

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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