Sette anni senza pensieri e parole di Schumi e già sei mesi senza quelle di Alex

Sette anni senza Michael Schumacher e sei mesi senza Alessandro Zanardi. Quando si avvicina il 29 dicembre il pensiero corre inevitabilmente a quello del 2014 che ci ha portato via i pensieri e le parole di Michael. Dal 19 giugno però ci mancano anche i pensieri e le parole di Alex. Ce ne avrebbe raccontate tante in questo finale di 2020….

Di Michael non abbiamo più notizie, se non ogni tanto qualche frase rubata a Jean Todt che ha raccontato di aver visto i gran premi accanto a lui. Anche di Alex non si hanno notizie precise, ma sappiamo che sta lottando per ritrovare la vita e la parola. Dicono che veda, che senta, ma che per ora non reagisca. Lo hanno messo davanti alla tv a vedere un gran premio, ci hanno provato anche così. Il resto lo fanno l’amore di Daniela e Nicolò, lo stesso che a meno di 600 km di distanza, Corinna, Mick e Gina Maria riversano da anni sul loro Michael.

La paura è che Zanardi possa diventare come Schumacher, anche se a quanto ci raccontano, Alex in realtà manda già dei segni di reazione. La battaglia, sembra assurdo da dire ma è così, è molto ma molto più dura di quella che ha dovuto vincere dopo l’incidente del Lausitzring. Allora la sua incredibile forza di volontà lo portò oltre le operazioni, oltre gli arresti cardiaci e lo fece entrare in una nuova dimensione. Non più solo un campione sportivo, ma ma un campione della gente, un esempio per tutti. Oggi la sua forza di volontà non basta perchè da sola non riesce a mettere in moto la testa dopo il fracasso facciale.

Con Michael e Alex la vita è stata generosa e crudele. Prima ha dato tutto, poi ha tolto quasi tutto. Hanno rischiato a velocità pazzesche in auto, Alex ci ha addirittura lasciato le gambe, ma poi sono finiti in un letto per colpa di due incidenti quasi banali. Una caduta sugli sci, una scivolata in handbike. Avevano un passato gigantesco dietro le spalle, ma un futuro altrettanto promettente davanti. Michael avrebbe potuto seguire suo figlio Mick, proteggerlo nella sua strada verso la gloria sportiva. Alex avrebbe avuto davanti a sè Tokyo e poi un futuro da grande comunicatore perchè con il suo magnetismo sapeva catturare qualsiasi platea.

“Schumacher sta ricevendo le cure per tornare a una vita normale”, ha detto Jean Todt. E’ lo stesso che sta accadendo con Zanardi, per riportarlo a una vita normale. Il dottor Costa (vedi qui) ci aveva fatto sognare parlando ancora di Olimpiadi, ma adesso come adesso sarebbe già un grandissim successo sapere che Alex un giorno potrebbe tornare su un palco a raccontare la vita come sa fare lui, a riempire d’amore e di saggezza chi lo sta ad ascoltare.

Ho avuto la fortuna di poterlo ascoltare spesso, qualche volta di stare sul palco con lui e c’era una certezza: non sarebbe mai stato banale, avrebbe sempre trovato una parola giusta per commuovere e ancora megio, far pensare.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 commento

  1. Grazie dall’articolo, è sempre giusto ricordarli sia come sportivi che ci hanno fatto gioire e soffrire, sia come uomini di cui sentiamo tanto la mancanza. Un grosso in bocca al lupo ad entrambi!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.