#TurkishGp istruzioni per l’uso di Istanbul dove nessuno è stato in testa quanto la Ferrari

Per il secondo anno di fila la Turchia ospita una gara del Mondiale di Formula 1. Entra in scena in sostituzionbe di Singapore, pista che sarebbe stata favorevole alla Ferrari. L’Instanbul Park dovrebbe essere una pista più per la Red Bull che per la Mercedes, mentre non dovrebbe favorire nessuna tra Ferrari e McLaren.

istruzioni per l’uso dell’Istanbul Park

  • La prima volta dei motori in Turchia c’era anche Mike Tyson fra gli spettatori, ospite di Bernie Ecclestone in persona, lui che è un appassionato di motori, in particolare di auto sportive italiane, con una Ferrari da strada e una Lamborghini Diablo in garage negli anni ruggenti. Si trattenne a parlare con Flavio Briatore, fece una passerella in griglia, premiò Kimi Räikkönen primo su McLaren-Mercedes davanti a Fernando Alonso su Renault. Nei box dei francesi si videro anche Bo Derek e Ursula Andress
  • La Turchia aveva appena speso 127 milioni di euro per costruire in due anni un circuito che è un dedalo di curve (14) e di asfalto. L’architetto Tilke si era ispirato a più modelli. Si disse che le prime due curve ricordavano Interlagos, la numero 8 a 180 gradi assomigliava a quella del cucchiaio a Suzuka, la 9 parve simile all’Eau Rouge di Spa. In più il senso di marcia anti-orario, ebbe da sottolineare Button – avrebbe messo a dura prova il collo dei piloti. 
  • La posizione più arretrata sulla griglia di partenza dalla quale si è vinto il Gran Premio di Turchia è la sesta. A riuscirci è stato Lewis Hamilton lo scorso anno. Nelle altre sette occasioni a trionfare è sempre stato uno dei due piloti che scattavano dalla prima fila. Anche la rimonta più importante è targata 2020 e a metterla a segno è stato Sebastian Vettel con la SF1000. Il tedesco partì undicesimo e concluse terzo, conquistando così il suo 55° e ultimo podio con la Scuderia Ferrari.
  • Il numero medio di sorpassi nel Gran Premio di Turchia è di 29. L’edizione più movimentata fu quella del 2011 con ben 79 cambi di posizione, mentre lo scorso anno ce ne furono 32. Il 2009 vide invece il numero minimo di sorpassi, con nove.
  • I giri percorsi in testa all’Istanbul Park dalla Scuderia Ferrari sono 160. Si tratta di un primato dato che la seconda squadra in questa classifica è la Red Bull con 97, poi c’è la McLaren con 93. Ben 151 dei giri al comando sono stati completati da Felipe Massa, lo specialista di questa pista con le sue tre vittorie consecutive dal 2006 al 2008.
  • Secondo i tecnici Brembo l’Intercity Istanbul Park rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3. 
  • Delle 9 frenate del GP Turchia solo una è considerata altamente impegnativa per i freni, 3 sono di media difficoltà e le 5 restanti sono light. 
  • La più dura per l’impianto frenante è quella alla curva 12 perché le monoposto si affidano ai freni dopo aver toccato i 313 km/h e scendono a 92 km/h in soli 125 metri. Per riuscirci i piloti frenano per 2,82 secondi affrontando una decelerazione di 4,5 g. ​​
  • In un giro intero i piloti di F.1 utilizzano i freni 8 volte per complessivi 14,6 secondi, equivalenti al 17 per cento della durata della gara, la stessa percentuale di Sochi e Zandvoort. Essendo povera di lunghi rettilinei, la prima parte del tracciato turco non presenta grandi frenate: fino alla curva 6 nessuna supera gli 1,9 secondi. 
  • La seconda parte, complice la minore tortuosità, è contraddistinta invece da 3 frenate da almeno 4 g che mettono a dura prova i piloti e anche gli impianti. Solo in un caso però la decelerazione supera i 160 km/h e in appena un paio lo spazio di frenata è almeno di 100 metri. ​
  • Per il Gran Premio di Turchia sono state nominate le tre mescole centrali della gamma Pirelli: la C2 sarà la P Zero White hard, la C3 sarà la P Zero Yellow medium e la C4 sarà la P Zero Red soft. La nomination è uno step più morbida rispetto a quella per il GP di Turchia dello scorso anno, che si era disputato a novembre dopo un’assenza di nove anni dal calendario.
  • La decisione di selezionare mescole più morbide si basa sui dati raccolti lo scorso anno, che presentavano un circuito com livelli medi di usura e bassi di grip, cosa che ha reso la superficie estremamente scivolosa. Tuttavia, la pista aveva mostrato una rapida evoluzione.
  • L’anno scorso, la pista era stata interamente riasfaltata poco prima del Gran Premio di Turchia. Da allora, l’asfalto potrebbe essere leggermente maturato ed è stato anche completamente ripulito con un processo a getti d’acqua ad alta pressione. Quindi quest’anno i piloti dovrebbero beneficiare di maggiore grip, grazie alla combinazione di mescole più morbide, maggiore rugosità dell’asfalto e probabilità più alta di temperature più elevate rispetto al 2020.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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