UsGp istruzioni per l’uso di Austin, casa di Hamilton. E dell’ultimo Raikkonen

Dopo un anno di assenza, la Formula 1 torna negli Stati Uniti dove il calendario 2022 la riporterà due volte (La Formula1 2022 con 23 gare da marzo a novembre. Ci sono Imola e Monza. Debutta Miami). Ilr il 42° GP Usa di questo fine settiumana è il nono sulla pista di Austin dove hanno vinto anche Red Bull (con Vettel) e Ferrari (con Kimi) ma il dominio Mercedes è stato assoluto con Lewis dominatore (5 vittorie in 8 edizioni) anche se l’ultima risale al 2017… Max non vi ha mai vinto è stato un frequentatore assiduo del podio negli ultimi anni.

Il tracciato è tra i preferiti dai piloti per il layout che mette insieme lunghi rettilinei e sequenze complesse ma estremamente divertenti da percorrere al volante di una monoposto di Formula 1. Diverse curve sono ispirate a quelle di famosi circuiti, tra cui il primo settore di Suzuka, o ancora le curve della Hockenheim Arena.

Dal rettilineo di partenza i piloti percorrono una salita con gradiente superiore all’11% per arrivare alla curva 1, un tornantino con il punto di corda posto in cima a una collina per il quale non è facile prendere i giusti riferimenti. Da qui si scende verso una veloce serie di esse, per arrivare alla curva 10, cieca, e poi al tornantino della 11. Ci si immette quindi nel rettilineo più lungo della pista – un chilometro – prima della forte frenata di curva 12 che conduce  nel settore finale, il più lento del tracciato. Le ultime due curve verso sinistra riconducono sul rettilineo di partenza.

La sede stradale è volutamente molto larga in alcuni punti per permettere ai piloti diverse traiettorie anche se già nel 2019, specie fuori dalla linea più battuta, il manto era risultato molto sconnesso. Due le zone DRS: sul rettilineo principale e tra le curve 11 e 12.

Istruzioni per l’uso:

  • Secondo i tecnici Brembo il Circuit of the Americas rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico alla valutazione ottenuta per le MotoGP, nonostante un uso differente dei freni, sia a livello di singola curva che per l’intero Gran Premio. ​
  • I piloti di Formula 1 utilizzano i freni solo in corrispondenza di 9 delle 20 curve del Circuit of the Americas, cioè 3 in meno di quanto non facciano i piloti della MotoGP. Grazie all’aderenza garantita dai pneumatici supplementari, le auto non hanno infatti bisogno di frenare alle curve 3, 6 e 16. 
  • In un giro completo i freni sono in funzione per poco più di 17 secondi, oltre 20 secondi in meno delle MotoGP. Il carico esercitato da ciascun pilota dalla partenza alla bandiera a scacchi sul pedale del freno non è tra i più alti del Mondiale: 51,1 tonnellate perché solo in 4 frenate al giro supera il quintale. ​
  • Delle 9 frenate del GP Usa 3 sono considerate altamente impegnative per i freni, una è di media difficoltà e le restanti 5 sono light. 
  • La più insidiosa è la curva 12: le monoposto vi arrivano a 332 km/h e i piloti esercitano un carico di 183 kg sul pedale del freno per 2,38 secondi durante i quali subiscono 5,6 g di decelerazione per scendere a 95 km/h. Il tutto peraltro avviene in 120 metri, un’inezia. ​​​
  • Rispetto alle moto le monoposto impiegano una trentina di secondi in meno al giro, potendo percorrere buona parte delle curve ad una velocità superiore, talvolta senza toccare i freni. 
  • Il numero medio di sorpassi nei Gran Premi disputati ad Austin è di 36. L’edizione più movimentata fu quella del 2019 con ben 53 cambi di posizione, mentre nel 2013 se ne registrarono solo 18. Nell’anno in cui vinse Kimi Räikkönen (2018) si ebbero 27 sorpassi.
  • Le gare disputate negli Stati Uniti nella storia del Campionato del Mondo, incluse le undici edizioni della 500 Miglia di Indianapolis dal 1950 al 1960 sono state 70. La prima fu proprio la Indy 500 del 1950, vinta da Johnnie Parsons al volante della Kurtis Kraft 1000 a motore Offenhauser del team Wynn’s Friction. Nel 1982 ci furono addirittura tre gare nel Paese – il Gran Premio degli Stati Uniti Ovest a Long Beach, quello degli Stati Uniti Est a Detroit e il Gran Premio di Las Vegas – una circostanza verificatasi soltanto un’altra volta, lo scorso anno in Italia. Nel calendario della prossima stagione sono previste due corse negli Stati Uniti: alla gara di Austin si aggiungerà infatti quella di Miami.
  • Dopo aver saltato la stagione 2020 a causa della pandemia da COVID-19, Austin torna quest’anno nel calendario di Formula 1 con un aspetto leggermente rinnovato. Nel corso del 2020 la pista ha subito una parziale riasfaltatura che ha interessato circa il 40% della sua lunghezza totale. Anche se la rugosità del nuovo asfalto non è stata ancora misurata, sulla base dei dati disponibili Pirelli ha confermato la stessa nomination effettuata per Austin due anni fa, con le tre mescole centrali della gamma: C2 come P Zero White hard, C3 come P Zero Yellow medium e C4 come P Zero Red soft.
  • Questi pneumatici si adattano bene alle diverse sfide poste dal famoso circuito texano, entrato per la prima volta nel calendario di Formula 1 nel 2012. Il tracciato è infatti molto variegato con un layout ispirato alle curve di alcune delle piste più famose del mondo.
  • In questo periodo dell’anno, il meteo in Texas può essere imprevedibile. Di conseguenza, sono state selezionate mescole che siano abbastanza adattabili a un’ampia varietà di temperature, anche se la gara di quest’anno si svolge un po’ prima rispetto all’ultima volta.
  • Ci sono sette piste che girano in senso antiorario nel calendario 2021, una di queste è quella di Austin. Gli altri sei circuiti sono: Istanbul Park, Imola, Interlagos, Baku, Jeddah e Yas Marina.
  • La ripida salita verso la curva 1 è il più grande dislivello della stagione, con 30 m di dislivello in poco più di 200 m di tracciato. Questa è la metà dell’altezza della Torre Pendente di Pisa. Per fare un confronto, la torre di osservazione del circuito è alta 77 metri.
  • Il circuito è stato riasfaltato in alcuni punti: il rettilineo d’arrivo (compresa la pit lane) fino all’uscita della curva 1, l’uscita della curva 9 fino alla curva 10, l’uscita della curva 11 fino alla curva 12 e dalla curva 15 fino alla curva 19.
  • Alcune sconnessioni nell’asfalto (tra la curva 2 e la curva 3, così come nei pressi delle curve 4, 6, 10 e 14) sono state sistemate utilizzando un processo di livellamento per rendere la superficie più uniforme.Una delle caratteristiche più insolite del COTA è la Curva 1, un tornante in salita verso sinistra. Questo rende molto difficile stabilire il punto in cui frenare, soprattutto alla partenza.
  • Le curve 16-18 sono state ispirate alla 8 della Turchia, ma come si confrontano? Entrambe le sequenze sono lunghe circa 570 metri, ma ci vuole un po’ più di tempo per superare la sezione di Austin a causa di una velocità di ingresso più lenta. Tuttavia, le vetture stanno in accelerazione per tutta la curva, mentre alla curva 8 mantengono la stessa velocità.
  • Austin è una delle piste più impegnative in assoluto in termini di forze laterali, con diverse curve ad alta velocità tra i 250 e i 270 km/h nel primo settore e forze laterali fino a 4,5 g (specialmente sulla curva 6, per tre secondi).
  • A causa dell’elevato numero di curve e della varietà di velocità in curva, è anche uno dei giri più impegnativi del calendario F1 per i cambi di marcia. I piloti cambiano marcia 56 volte al giro.
  • Il Circuit of the Americas non è stato molto utilizzato di recente, perciò la pista potrebbe essere abbastanza “verde” all’inizio del fine settimana. Tuttavia, in programma ci sono la Formula 4 e le W series (al posto di Formula 2 e Formula 3), che aiuteranno a gommare l’asfalto e a ottenere un alto grado di evoluzione della pista.
  • Nel 2019 ha vinto la strategia a due soste (medium-hard-medium) del pilota Mercedes Valtteri Bottas, mentre il suo compagno di squadra Lewis Hamilton è arrivato secondo con una strategia a una sosta da medium a hard. Tutte e tre le mescole hanno svolto un ruolo importante durante la gara.

“Anche se le squadre hanno accumulato tanta esperienza sul tracciato di Austin, quest’anno affrontano una pista che è cambiata un po’ rispetto al 2019, quando abbiamo corso qui l’ultima volta – ha commentato Mario Isola resèonsabile Racing di Pirelli – Circa il 40% della pista è stato riasfaltato, ma a causa delle restrizioni per il COVID-19 non abbiamo potuto inviare il nostro personale per analizzare il nuovo asfalto, quindi le sue caratteristiche sono un punto interrogativo per tutti e scopriremo gli effetti finali sui pneumatici e sulle prestazioni della vettura in generale solo quando saremo lì. Come al solito, la nomination pneumatici è stata fatta sulla base dei dati ottenuti prima della gara, con le mescole centrali della gamma che ben si adattano alle circostanze. La battaglia per la vittoria del campionato si sta giocando sul filo del rasoio, quindi è chiaro che più ci avviciniamo alla fine della stagione, più ogni singolo elemento della strategia sarà determinante, come abbiamo visto nell’ultima gara in Turchia”.

La gara alle 21 di domenica. Le qualifiche alle 23 di sabato…

Si scenderà in pista per la prima volta venerdì alle 11.30 locali (18.30 italiane) per la prima sessione di prove libere, mentre la seconda è prevista alle 16 (23 italiane). La terza è in programma sabato alle 13 (20 italiane), mentre le posizioni sulla griglia verranno definite a partire dalle 16 (23 italiane). Il Gran Premio degli Stati Uniti prenderà il via domenica 24 ottobre alle 14 (21 italiane). Su Race Anatomy ci vediamo a mezzanotte,

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.