La pista di Spa è quella docve Leclerc ha vinto la sua prima gara. Un luogo del cuore anche se è legato ad un ricordo terribile, quello della morte di Anthoine Hubert. Era il 2019. Sembrava l’inizio di una carriera trionfale che invece è ancora ferma sulla rampa di lancio con 5 vittorie in 113 gare.
Le caratteristiche della SF-23 non sembrano il massimo per le curve veloci di Spa, ma la sensazione è che il weekend possa andare meglio degli ultimi due.
Fateci caso, ma le migliori gare della Ferrari quest’anno sono avvenute in weekend in cui si correva anche la Sprint Race, quindi con meno tempo per la messa a punto in pista. Uno dei punti deboli della Scuderia.
Certo, servirebbe un weekend senza errori e con meno timidezze. Nella dichiarazione ufficiale pre Gran premio del Belgio, Vasseur lo ha ammesso: “Siamo reduci da due gare nelle quali non siamo stati in grado di concretizzare il potenziale della SF-23. Il Gran Premio del Belgio, su una delle piste storiche della Formula 1, ci offre l’occasione di riprendere il percorso di miglioramento iniziato in Canada e interrotto recentemente da atteggiamenti troppo prudenti e anche da qualche errore di troppo. Charles e Carlos sono due dei piloti più forti in Formula 1, ma dobbiamo metterli in condizione di sfruttare le loro doti”.
Atteggiamenti troppo prudenti. Quello che il mio amico Mazzola chiama “sauberizzazione” della Ferrari. Un atteggiamento che purtroppo abbiamo visto già nella prima gara della stagione quando si rinunciò a far lottare Charles per la pole, pensando di gestire le gomme per la gara.
“I valori alle spalle della Red Bull sono incredibilmente ravvicinati, con cinque squadre che a tutte le gare lottano sul filo dei millesimi: da parte nostra dobbiamo curare ogni dettaglio del fine settimana – dalle prove libere del venerdì all’ultimo giro della domenica – perché un decimo può valere una o due posizioni – ha aggiunto Vasseur – Conosciamo i nostri punti deboli, e i team nostri avversari non stanno a guardare. In Belgio e nel seguito di campionato dobbiamo scendere in pista con la massima concentrazione e anche disposti a osare”.
C’è da augurarsi che a Maranello abbiano davvero capito qual è il punto debole della Sf-23. Perchè a tratti sembra di essere ancora al “dobbiamo capire” di binottiana memoria.
Ps. Chissà che la vicinanza di Antonello Coletta non faccia bene a Vasseur…


