AbuDhabi ora è più veloce di 14 secondi: istruzioni per l’uso

La stagione di Formula 1 più lunga di sempre si chiude con il Gran Premio di Abu Dhabi, ventiduesima gara in calendario. Dopo le new-entry Qatar e Arabia Saudita, Yas Marina rappresenta una sfida più familiare, anche se quest’anno la pista ha subito modifiche abbastanza significative. Gli organizzatori sono intervenuti in tre punti del tracciato. Al termine del primo settore è stata eliminata la lenta variante che era posta in fondo al rettilineo che portava al primo tornantino. Era una pista Red Bull, ora potrebbe diventare una pista Mercedes.

La configurazione vedrà le monoposto in pieno sul dritto fino al tornante, che è diventato più ampio e dovrebbe offrire maggiori opportunità di sorpasso. La seconda modifica, più corposa, interessa la variante al termine del secondo lungo rettilineo. L’intero complesso di sinistra-destra-sinistra della chicane con la successiva piega a 90 gradi a sinistra in contropendenza, è stato sostituito da una curva da 180 gradi più aperta e scorrevole, leggermente sopraelevata. Anche in questo caso potrebbero presentarsi più linee per interpretare la curva e questo dovrebbe favorire i sorpassi.

Cambiamenti sono stati introdotti anche nella parte finale. Il tempo sul giro si attende significativamente più basso anche per la modifica del raggio nelle curve ad angolo retto del terzo settore, ora più aperte al pari della penultima.

Istruzioni per l’uso

  • Per l’ottava volta consecutiva il Mondiale di Formula 1 si conclude negli Emirati Arabi. Quest’anno però il Yas Marina Circuit si presenta in una conformazione inedita, frutto dell’eliminazione di cinque curve che, a parità di condizioni climatiche, dovrebbe ridurre i tempi sul giro di oltre una decina di secondi. 
  • Secondo i tecnici Brembo il tracciato di Abu Dhabi rientra nella categoria dei circuiti più impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4, inferiore al 5 fatto registrare in tutte le precedenti edizioni: in passato infatti i freni erano impiegati in cinque curve in più e ciò ostacolava il loro raffreddamento. ​
  • La riduzione da 21 a 16 delle curve ha comportato effetti anche sul numero delle frenate, diminuite da 11 a 6. Il tempo di utilizzo dei freni in un giro intero è ora di poco superiore agli 11 secondi, a fronte degli oltre 18 secondi e mezzo delle passate edizioni. La percentuale del GP spesa in frenata è invece scesa dal 20 al 13 per cento. 
  • Tre delle staccate richiedono un funzionamento dell’impianto frenante di almeno 2 secondi ma solo una supera i 2,1 secondi. Con il precedente layout invece c’erano quattro frenate da oltre 2,2 secondi e tre di queste sfioravano o superavano i 2 secondi e mezzo. Da sei a quattro sono invece calate le curve con almeno 4g di decelerazione. ​
  • Sulla base delle simulazioni e dei dati a disposizione, Pirelli ha selezionato le stesse mescole del 2020: C3 come P Zero White hard, C4 come P Zero Yellow medium e C5 come P Zero Red soft.
  • Delle 10 frenate del GP Adu Dhabi 3 sono considerate altamente impegnative per i freni e altrettante sono di media difficoltà. 
  • Preceduta da un rettilineo di quasi 1,2 km, la frenata più dura è quella alla curva 6: le monoposto vi arrivano a 321 km/h e rallentano per 2,55 secondi fino a scendere a 79 km/h. Ci riescono in 110 metri grazie ad una decelerazione di 4,8 g.
  • La pista, rimasta inalterata dal suo debutto nel 2009, ha subito diverse modifiche: all’inizio del giro, la chicane che formava le curve 5 e 6 è stata sostituita da un rettilineo; il tornante successivo è stato anticipato e ampliato, aumentando così la velocità con cui si entra nel rettilineo seguente. Una curva lunga con leggero banking è stata introdotta per sostituire la preesistente successione complessa di curve dalla 11 alla 14. Infine, verso la fine del giro, le quattro curve strette che si sviluppano intorno allo Yas Marina hotel (dalla 17 alla 20) sono state allargate e rese più veloci.
  • Questi cambiamenti hanno accorciato la pista di 273 metri, il che significa che la gara si correrà su 58 giri e non più su 55, e il tempo sul giro dovrebbe diminuire di circa 14 secondi.
  • I cambiamenti apportati al circuito, pensati per aumentare le possibilità di sorpasso, aumenteranno le velocità e i carichi in alcune curve. Tuttavia l’asfalto del tracciato resta liscio, con un livello medio di stress sui pneumatici in termini di usura e degrado. Per questo le tre mescole più morbide della gamma P Zero restano la scelta più appropriata.
  • Come al solito, la gara dovrebbe cominciare poco prima del tramonto e corrersi in notturna, aspetto che farà diminuire abbastanza velocemente la temperatura dell’asfalto e di conseguenza modificherà il comportamento dei pneumatici. FP2 e le qualifiche sono le uniche due sessioni rappresentative delle condizioni di gara, mentre le altre prove libere si terranno con il caldo del pieno giorno.
  • L’anno scorso, con la stessa nomination mescole, la strategia vincente è stata quella a una sosta da medium a hard, ed è stato il sesto anno consecutivo in cui il Gran Premio di Abu Dhabi è stato vinto da chi scattava dalla pole position. Tutti e tre i piloti sul podio hanno adottato la stessa strategia e solo tre piloti hanno effettuato più di una sosta.
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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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