All’asta i ricordi Ferrari esposti al Cavallino

Chi passava da Maranello non poteva non entrarci. Tortellini a parte, il Cavallino era un santuario laico per gli amanti della Ferrari. Si respirava ferrarismo fin dall’ingresso e poi, i più fortunati potevano mettere il naso là dove una volta Enzo Ferrari (e poi Luca di Montezemolo) ricevevano i loro ospiti… Oggi il mito Cavallino, o almeno tutto quello che conteneva va all’asta in attesa che Bottura trasformi il ristorante che da sempre era il regno di Beppe Neri…

E’ al Cavallino che ho incontrato Montezemolo al suo primo giorno da presidente, al Cavallino dove ho pranzato (con altri colleghi) con Alboreto, Schumacher, Massa, Barrichello, Capelli e tanti altri. E’ nella famosa stanzetta privata del commendatore che in un incontro riservato Montezemolo e Todt mi fecero capire che avrebbero puntato su Schumacher…

E’ sempre al Cavallino che, rispondendo a una mia domanda, Sergio Marchionne disse che voleva riportare l’Alfa in Formula 1… Quel giorno era scomparsa dalle pareti la gigantografia che ritraeva Ferrari, Lauda e Montezemolo… ma ci sta… oggi la ritrovate all’Asta…

Beppe Neri, imprenditore edile con interessi nel settore della ristorazione e del catering, gestore de Il Cavallino, era era un amico del Commendatore che ricordava così: “Ferrari era una persone molto semplice, semplicissima, anche nel mangiare: tortelli al burro e salvia, risotto alla parmigiana con un filo di aceto balsamico o con il pesce erano i suoi piatti preferiti. Durante la settimana veniva una volta o due, poi tutte le domeniche con la famiglia, anche se il ristorante era chiuso: aprivamo per lui. Mangiava in una saletta riservata, con due tv e una poltrona in pelle dove si sedeva per guardare i gran premi. Negli ultimi anni stava in dieta tutta la settimana e il sabato si lasciava andare”.

vedi il catalogo

Neri è stato fino al giorno della sua scomparsa, il 5 gennaio 2015, il gestore del Ristorante Il Cavallino, proprio di fronte all’ingresso della Ferrari in via Abetone, a Maranello. Lo stabile era di proprietà della Ferrari ma la gestione era stata affidata a lui nel 1983 direttamente da Enzo Ferrari, con una semplice stretta di mano (l’inaugurazione avvenne il 27 settembre 1984). Neri aveva anche la gestione delle pulizie all’interno della Ferrari e aveva realizzato la ristrutturazione e la costruzione di parti importanti dello stabilimento di Maranello, come la Nuova Meccanica Ferrari (nel 2002); la Nuova Logistica (2003); la Verniciatura Ferrari (2004); il Ristorante Azienda Ferrari (2008); il Circuito del Mugello (2008); l’Ampliamento Museo Ferrari (2012). Quando nel gennaio 2015 è stato colpito da infarto stava portando a termine la costruzione di alcuni reparti della Galleria del Vento.

A sei anni dalla morte del padre, le figlie Cristiana, Clementina e Chiara hanno deciso di mettere all’asta la collezione raccolta dal padre in 40 anni di rapporti con la Ferrari e con Enzo in particolare. Ci sono le fotografie che hanno arredato i muri del ristorante, modellini, caschi, motori, parti di vetture che i piloti o lo stesso Commendatore regalavano a Beppe.

A gestire l’asta sarà Artcurial il 6 febbraio a partire dalle 13.30 con la formula online-dal vivo. Insieme alla collezione Neri ci sarà anche un’altra collezione di automobilia Ferrari raccolta da un appassionato del Cavallino (comprende numerosi pezzi di ricambio, cataloghi e manuali d’uso). In totale sono 104 lotti della Collezione Neri; 52 lotti dell’altra collezione e nove lotti, con un set di nove orologi di bordo della Maison Breguet probabilmente destinati all’aereo Armagnac.

Tra i pezzi di maggior prestigio figurano sicuramente i quattro motori Ferrari di Formula 1 (più un motore Maserati) montati sui supporti di presentazione, dei quali il motore utilizzato per le Ferrari F412 T2 della stagione 1995 di Jean Alesi e Gerhard Berger (70-80.000 euro la stima) rappresenta il pezzo più raro. Due carene della Formula 1 di Alain Prost del 1990 sono un’altra rarità quasi impossibile da trovare (20-30.000 euro la stima per ognuna), insieme a una monoscocca della F1 di Gerard Berger del 1995 (15-20.000 euro), a una capote motore della F1 F2002 (15-20.000 euro) e a due ali delle F1 del 2008 (una autografata da Felipe Massa, 2-3.000 euro). Molto rara è anche la maquette in scala ridotta, in fibra, metallo e legno utilizzata per gli studi nella galleria del vento della F1 per la stagione 1981 (12-16.000 euro). A queste si aggiungono due caschi di Michael Schumacher utilizzati nel 2005 (20-30.000 euro) e nel 2002 (15-25.000 euro); quelli di Fernando Alonso del 2013 (10-20.000 euro) e del 2010 (5-8.000 euro); di Michele Alboreto del 1985 e di Rubens Barrichello del 2004 (5-8.000 euro).

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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