#Alverà racconta #Peterson e #Senna con fantasia e poesia

Diego Alverà è quel che oggi viene definito uno story teller e che un tempo sarebbe stato un cantastorie. E’ un grande raccontatore con la passione per le storie, non solo sportive. Ma invitandovi ad ascoltare i suoi podcast https://www.diegoalvera.it/podcast/ qui vi voglio parlare di due suoi libri motoristici pubblicati da Giorgio Nada Editore (il ricoro dell’editore gentiluomo): Ronnie Peterson, quell’ultimo rettilineo e Ayrton Senna, il predestinato.

“Racconto storie grandi e piccole strappandole all’oblio e restituendole al presente, affinché ci aiutino a riflettere, pensare e comprendere, e con le storie costruisco narrazioni più ampie e articolate per restituire e rappresentare valori. Narro i percorsi e le traiettorie di chi ha infranto schemi, di chi ha creduto nella sua personale visione violando spesso convenzioni comuni, perché sono convinto che proprio da lì transitino le direttrici del futuro prossimo”, Diego racconta così il suo traguardo.

E per raggiungerlo sa usare bene le parole, sa narrare bene i personaggi e quello che c’è dentro di loro. Ronnie Peterson e Ayrton Senna non avevano nulla in comune se non la passione per la velocità, il talento per governarla e il destino che li ha portati a morire mentre inseguivano i loro sogni.

I libri su Peterson e Senna non sono biografie, ma romanzi e infatti sono pubblicati nella nuova collana Story Teller di Giorgio Nada. Diego parte dalla storia vera, dal momento che precede il loro ultimo giro, per raccontare e romanzare la loro vita

Il racconto su Senna comincia a Imola e ruota attorno ai pensieri che in quei giorni hanno affollato la mente di Ayrton. Alverà parte da fatti certi, documentati e ci imbastisce la storia raccontandoci Ayrton e il suo rapporto particolare con Frank Williams (ad esempio). La cosa curiosa è il motivo che lo ha spintoa scrivere questo libro: lo scrive alla fine quando racconta che una sera, dopo esser stato ad assistere a un gara a Imola con la famiglia e un amico, questo gli dice dai ho prenotato qui vicino andiamo in hotel … quell’hotel era Il Castello di San Pietro Terme… e combinazione gli fu riservata l’unica tripla rimasta, la suite 200. Quella. Là dove Ayrtn ha dormito l’ultima notte, mà dove Giorgio Terruzzi ha ambientato un suo grande libro… Quello è stato il segmo per convincerlo a scrivere. E a raccontare.

Non ci resta che ringraziare la signorina del ricevimento… quella che consegnò a Diego e famiglia la chiave della Suite 200.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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