
Canta ragazzo canta, facci sentire quell’Inno che ormai è diventato la colonna sonora del Mondiale. Super Kimi continua volare, continua a farci sognare anche se per la prima volta l’Italia si è trovata di fronte al bivio: stare con lui o con la Ferrari?
Un anno fa, proprio qui, aveva toccato il fondo. Oggi sta sfiorando il cielo festeggiando la sua sesta vittoria in 10 gare. Kimi Antonelli ha capovolto il mondo e dopo aver preso la maturità nel suo liceo a Casalecchio di Reno, si prende la laurea all’università della Formula 1, dove un pilota così giovane non aveva mai vinto e dove l’ultimo successo italiano era stato quello di Ascari nel 1953 (Alboreto nel 1984 vinse a Zolder).
La sua sesta vittoria è la prima ad esser arrivata dopo un duello vero con la Ferrari di Charles Leclerc, la prima vera domenica in cui il tifo degli italiani si è trovato davanti al bivio; tifare per l’uomo o per la macchina? Una novità piacevole con cui dovremmo abituarci a convivere anche perchè Hamilton, nonostante l’assurdo penalità, ha comunque scavalcato Russell ed ora è secondo nel Mondiale a 45 punti da Kimi in fuga. Il grande sconfitto della domenica belga è stato proprio George Russell, finito nella ghiaia al primo giro dopo essersi toccato proprio con Hamilton a Les Combes. “È stato un incidente di gara”, dirà poi George, uno che di solito piange sempre. I commissari hanno punto Hamilton con 5” di penalità e poi lo hanno messo sotto investigazione anche per usare release quando al più stop ha investito un meccanico (senza conseguenze) alla ripartenza.
Kimi canta l’inno di Mameli, quello che ormai sta rimpiendo le domeniche della Formula 1. È una festa che continua. Kimi ha disputato una gara perfetta. “Non la gara di un diciannovenne, ma quella di un ragazzo molto più maturo che ha avuto la pazienza di aspettare il momento giusto per attaccare oggi è uno step davanti a tutti”, ha detto un Totò Wolff super contento. Un anno fa era stato lui, più di tutti, a difendere quel ragazzino. Oggi se lo sta godendo. Il pericolo più grande per Kimi è l’affidabilità della Mercedes. Lui ha dimostrato di aver imparato in fretta, ha gestito la gara in modo impeccabile. Al via è stato perfetto e poi quando Verstappen gli ha preso la scia e lo ha passato dopo l’Eau Rouge, ha aspettato di aver lui l’occasione ed è andato in testa. Ha mantenuto la calma anche quando la Safety Car è stata in pista per 4 giri, gestendo benissimo la ripartenza. E poi alla fine, quando una virtual safety ha permesso a Leclerc di andare in testa, si è messo in modalità cacciatore e tre decimi alla volta ha ripreso Charles per poi andare a passarlo a dieci giri dalla fine. Tutto con la semplicità che lo contraddistingue.


