
Mattia Binotto si è confessato con il Corriere della Sera che titola “Ferrari rinascerai”. Speriamo dico io. Mattia merita fiducia perché da 25 anni ci mette anima, passione e lavoro. Ma c’è qualcosa che non mi convince nelle sue risposte.

Non mi convince soprattutto quando sostiene di non sentirsi solo, di parlare tutti i giorni e più volte al giorno con Camilleri, di sentirsi regolarmente con John Elkann.
Quando la Ferrari vinceva come la Mercedes di oggi, Jean Todt poteva confrontarsi con gente che conosceva profondamente la Formula1: il presidente Montezemolo che da ragazzo aveva avuto il suo ruolo, Ross Brawn, Rory Byrne, Paolo Martinelli per non parlare di Stefano Domenicali. Era un dream team. OggiMattia si confronta con chi non sa nulla di Formula1… la differenza si vede.
E’ più convincente quando spiega i problemi della Sf1000 confermando quanto raccontiamo da mesi: era una macchina nata per essere spinta da un altro motore, per sfruttare altra potenza.

Ha fiducia nel suo gruppo, ma conferma che stanno cercando rinforzi. Meno male. Spiega perché crede nei suoi:

Però non dice che sono gli stessi che un anno fa per battere la Mercedes sono andati oltre le regole si sono fatti bloccare dalla Federazione perché non regge il discorso “tutti hanno perso prestazioni” perché solo la Ferrari ha perso così tanto in un anno. Evidentemente era andata troppo oltre giocando con il flussometro e la quantità di benzina…
Cercare aree grigie e sfruttarle è da sempre il mantra della Formula1, ma non si può esagerare per vincere tre gare… non ha senso…
Adesso arriva Monza. Non sarà un weekend facile. Non sarà un finale di stagione semplice. Speriamo racconti la verità quando parla di squadra unita. Sarebbe un errore perdere altro tempo per fare davvero pulizia e ripartire come meritano i tifosi.
Una bella intervista, per nulla accomodante, d’altra parte l’hanno firmata due fuoriclasse, ma magari una domanda sul caro prezzi del Mugello ci stava…



E’ solo un pallone gonfiato, oppure, mi auguro per lui, lo pagano per fare il buffone, esposri per coprire gli altri. Non c’è un senso logico: se uno non sa fare il suo lavoro, lo si manda a fare altro. Qui invece lo confermano. Che sia come “L’allenatore nel pallone”? Alla fine mr. Oronzo Canà ci ha rimesso il posto ma il presidente ha scoperto di essere un cornuto…
[…] frase pronunciata da Mattia Binotto nella bella intervista rilasciata al Corriere (vedi qui): “Siamo la scuderia che sta investendo di più per tornare al vertice”. Mamma […]