Contro il razzismo, ma anche contro #Hamilton: la scelta di Max, Charles e dei più giovani

Non tutti si sono inginocchiati prima del via. Lewis Hamilton da giorni aveva tampinato tutto il paddock perchè la Formula 1 si mostrasse unita contro il razzismo inginocchiandosi prima dell’inno nazionale austriaco. Lo hanno seguito in tanti, ma in sei sono rimasti in piedi: Leclerc, Verstappen, Raikkonen, Sainz, Kvyat e Giovinazzi.

Ognuno era libero di fare ciò che voleva, di agire secondo coscienza… nonostante il richiamo di Hamilton: “Ho ricordato loro che il silenzio è complice. Ci sono ancora delle persone che non capiscono pienamente quello che sta succedendo e qual è la ragione di queste proteste ma continuerò a cercare di essere una guida, a influenzare quante più persone possibili”.

Charles Leclerc ha spiegato così la sua scelta via twitter : “Credo che quello che conta sono i fatti e i comportamenti nella nostra vita quotidiana piuttosto che gesti formali che possono essere interpretati come controversi in alcuni Paesi. Non mi inginocchierò ma questo non significa affatto che sia meno impegnato di altri nella lotta al razzismo”.

Max Verstappen ha sposato la stessa tesi del ferrarista e su Twitter ha detto:”Sono molto impegnato nella lotta al razzismo e a favore dell’eguaglianza. Penso che tutti abbiano il diritto di esprimersi come meglio credono. Non mi inginocchierò, ma rispetto e sostengo tutte le scelte personali di ogni pilota”. 

Contro il razzismo. Sempre. Come scritto sulle magliette indossate da tutti. Ma liberi di farlo a proprio piacimento. Ai ragazzi non piace l’Hamilton in versione capopolo…

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

2 commenti

  1. In effetti vedo un po’ di ipocrisia in quello che sta succedendo attorno ad una questione molto importante… negli 8 anni in cui Obama fu presidente, molte altre persone di colore hanno subito ingiustizie, ma non si ricorda una reazione del genere. É evidente che si tratta di una reazione contro il populismo di Trump, ma la questione razziale è atavica e colorare la Mercedes di nero solo nel 2020 mi sembra stucchevole. Prima dove erano?

    1. Combattere il razzismo non è mai sbagliato anche se doverlo fare ancora nel 2020 non è normale. Ognuno può farlo a modo suo in ginocchio o in piedi non importa, basta che lo faccia.

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