E’ giusto che Perez resti a piedi? Non credo proprio

In questi giorni si parla molto del futuro di Checo Perez, appiedato dalla Racing Point per fare posto a Vettel e al figlio del padrone. E’ giusto che Sergio Perez, nato il 26 gennaio 1990, resti a casa l’anno prossimo?

Perez non è più un bambino, a 30 anni forse non ha più margini di miglioramento. Ma le sue doti le ha già messe in mostra e sono la velocità, la costanza di rendimento, un numero di errori diminuito con il tempo. Un pilota affidabile con il vantaggio che oggi non va sottovalutato di portare in dote una decina di milioni di dollari…

La Red Bull rimasta senza giovani da promuovere potrebbe affodarlo a Max. Perez sarebbe un’ottima seconda punta. Se l’alternativa è Hulkenberg, allora io scelgo Perez. Se l’alternativa fosse un giovane da far crescere ci penserei su. Ma avendo già Maz in squadra puntare sull’esperienza per incassare punti pare una scelta sensata.

Di Perez se ne è occupato ieri anche Michael Wittershagen su Frankfurter Allgemeine Zeitung parlando di pazzo mondo della Formula 1. 

La gara sotto i riflettori è stata decisa, ma dietro le quinte si lavora. Cinque dei venti sedili per la prossima stagione sono ancora in palio, anche per l’accordo tra Hamilton e Mercedes dovrebbe essere solo questione di tempo e di denaro.

Quattro allora, o forse meno. Difficile che in Racing Point, scrive il quotidiano tedesco, il proprietario Lawrence Stroll prenda a calci suo figlio Lance. Così tocca al miglior Sergio Pérez mai visto cercarsi un posto. “Vettel ha un nome più grande, l’interesse per la squadra aumenterà rapidamente grazie a lui quanto nemmeno le vittorie di Pérez avrebbero reso possibile. Stroll ha il nome giusto. È il figlio dell’investitore, il che da solo è sufficiente come garanzia di lavoro”.

Se i responsabili fossero stati soddisfatti di Alex Albon, avrebbero da tempo prolungato il suo contratto. Quello per Perez sarebbe come fare jackpot scrive Frankfurter Allgemeine Zeitung

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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