Binotto e Leclerc: “Dobbiamo essere perfetti. Basta errori”.

Il 15 luglio del 2006 Michael Schumacher conquistò la sua sessantottesima pole, la cinquantottesima e ultima con la Scuderia. A Maggny Cours guidava la Ferrari 248F1. Quattordici anni dopo la Ferrari non può neppure sognare una pole domenica in Ungheria, terza gara di fila di questo strano mondiale. Oggi la SF1000 anche con le modifiche in arrivo non può avere ambizioni di questi tipo. Un anno fa a Budapest fu toccato il fondo con Vettel sul podio ma a 61″433 da Hamilton…

“Si chiude in Ungheria il primo trittico di questa stagione di Formula 1 così compressa – dice Mattia Binotto – Dopo le due gare sul circuito di Spielberg ci aspetta l’appuntamento dell’Hungaroring, un tracciato molto diverso da quello austriaco. Sarà quindi interessante verificare il comportamento delle vetture su una pista da massimo carico aerodinamico così come sarà fondamentale preparare al meglio le qualifiche e, quindi, la gestione degli pneumatici sul giro singolo, visto che i sorpassi in Ungheria sono tradizionalmente molto più rari di quanto non si sia visto in Austria.
Siamo consapevoli che il livello della prestazione della vettura non è all’altezza delle aspettative, nostre e di quelle dei nostri tifosi, ma stiamo lavorando alacremente su ogni aspetto per migliorare il prima possibile.
L’obiettivo del weekend è tanto semplice quanto scontato: raccogliere il massimo dei punti possibili. Per riuscirci dovremo essere perfetti in ogni area: piloti, preparazione della vettura, operazioni in pista, affidabilità”.

“Dopo l’esito negativo della gara della scorsa settimana a Spielberg è bello avere la possibilità di risalire subito in macchina e tornare in pista – aggiunge Vettel – L’Hungaroring è un tracciato che sottopone i piloti a un discreto sforzo fisico, perché sono pochissimi i tratti nei quali è possibile rilassarsi. Le curve infatti sono tantissime e di solito quando si disputa il Gran Premio le condizioni atmosferiche presentano giornate molto calde”.

https://www.superscommesse.it/blog_anno/blog/184/top-speed/

“Non vedo l’ora di tornare in macchina – dice Leclerc che ha qualcosa da farsi perdoare – L’Hungaroring mi piace perché è un tracciato estremamente tecnico con diversi punti nei quali un eventuale errore può essere pagato a caro prezzo in termini di tempo sul giro. Per questo, specie in qualifica, è vitale non commettere errori per mettere insieme il tentativo perfetto. Budapest è una delle mie tappe preferite nel calendario, perché la città è splendida e i tifosi sono molto appassionati. In questa edizione non li potremo avere sugli spalti ma ci seguiranno da casa e spero di poterli far divertire”.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.