Giovinazzi: “Voglio godermi Monza senza pensare al contratto, ma so che Vasseur è un uomo intellligente”

Pilota italiano, team mezzo italiano, gran premio d’Italia. E’ il fine settimana di Antonio Giovinazzi che ha ancora il fuuturo incerto ma tanta voglia di dimostare il suo valore e conquistarsi la conferma dall’Alfa Romeo Sauber

“Non vedo l’ora di godermi un secondo gran premio di casa perché correre davanti ai propri tifosi che finalmente possono tornare in tribuna è davvero una bella sensazione. Abbiamo già corso a Imola, ma Monza è davvero speciale per me è una pista piena di bei ricordi da quella volta che in Formula 1 ho vinto partendo dall’ultima posizione”

Monza è una delle tue piste preferite?

“E’ una pista dove ho i ricordi più belli. Nel 2019 arrivavo da Spa un po’ ammaccato e sono riuscito a prendere dei punti del gp d’Italia… Nel 2016 lottavo per il titolo, il venerdì sono stato squalificato e poi il sabato ho vinto partendo dal fondo…”.

Ne hai fatti di sorpassi… dove si passa a Monza?

“In fondo al rettilineo alla prima variante. Il punto è quello…. Puoi anche passare prima della parabolica, ma poi se ti prendono la scia con il drs…. Il soprasso alla prima variante è il più intellihente”.

Riesci a concentrarti isolandoti da tutti i rumors di mercato che ti coinvolgono in questi giorni?

“Purtroppo non sta a me. Se mi lascio distrarre da quello rischio di perdere la concentrazione quindi resto focalizzato sulle prestazioni che è quello che mi interessa di più e voglio fare. Alla fine non sono io che decido, io posso solo cercare di ottenere il miglior risultato possibile e essere contento di me stesso a fine weekend come lo ero a Zandvoort”.

Il giro in qualifica di Zandvoort è stato il tuo giro più bello in Formula 1?

“Di giri belli fortunatamente ne ricordo anche altri, però come quello di Zandvoort (settimo in qualifica, la sua miglior prestazione) … Quando però fai un giro perfetto, ma sei dietro è difficile farlo notare agli altri. Quello di Zandvoort poi è stato particolare perché arrivavo in Q3 pieno di rabbia per l’inconveniente alla ruota in Q2…”

Un giro pieno di rabbia insomma…

“Un giro anche per dire grazie ai miei meccanici che erano riusciti a rimandarmi in pista. Dopo aver visto la sofferenza dei ragazzi che lottavano per svitare quel dato e averli visti vincere la loro battaglia, mi ha spinto a cercare un gran giro e credo che i ragazzi si meritassero un risultato così… certo poi quando ho visto che ero solo a un decimo dalla quarta posizione…”.

Alla partenza sei scattato bene, ma poi ti sei trovato tra Sainz e Alonso?

“Ero partito bene, avevo conservato la mia posizione, poi in curva tre ho affiancato Carlos, ma lui è stato un po’ troppo aggressivo. Mi ha mandato sull’erba… se non avessi frenato finiva male per entrambi. Peccato, pensavo di avere più rispetto da lui, visto che facciamo parte della stessa famiglia. Poi Fernando alla curva sette ha perso la macchina e l’ho tamponato… A quel punto ho perso due posizioni co Ocon e Ricciardo… ero comunque in zona punti, poi la foratura…”

Pensi che a Monza potrai ripetere un giro così?

“Sono due piste molto diverse. Zandvoort è un circuito da tanto carico, Monza il contrario, qui conta tanto la velocità sui rettilinei. Però dai bisogna essere ottimisti, non si sa mai…Dobbiamo preparare bene la qualifica perché è un weekend con il format diverso. Bisognerà cercare di prendere la scia giusta in qualifica e poi magari guadagnare posizioni nella Sprint Qualifying”.

Ti piace la formula della Sprint Qualifying?

“A Silverstone non mi ha entusiasmato, ma forse perché là era difficile sorpassare. A Monza dovrebbe essere più facile. E poi sai che nella sprint guadagni posizioni poi fai presto a dire che la formula è bella e ti piace”

Che cosa ti ha insegnato in questi anni Kimi?

“Per me è stato il compagno di squadra ideale. Esser riuscito a crescere gradualmente anno dopo anno è anche grazie a lui. È stato un compagno di squadra corretto, ideale direi se gli chiedevo qualcosa lui mi rispondeva, non mi ha mai nascosto nulla. Anche fuori dalla pista è una bella persona, molto particolare, diversa da tutti. Non mancherà solo a noi”.

E Kubica di ha sorpreso per come è andato in Olanda, buttato in macchina all’improvviso?

“Per me Robert è un eroe, guida una Formula 1 praticamente con un braccio solo. Di certo parla molto più di Kimi nei meeting… Abbiamo la stessa passione per la bici e spesso ci alleniamo insieme e lo conosco davvero bene, ha una testa formidabile. È impressionante quello che riesce a fare”.

Prova a immaginarti seduto a un tavolo co Vasseur: che cosa gli diresti per farti riconfermare?

“posso solo promettere di migliorare ancora le mie performance come ho fatto dall’inizio a oggi. Sono convinto di avere ancora tanto da migliorare e poi l’anno prossimo cambieranno le auto e magari saremo molto competitivi… ecco credo che un podio potrebbe sbloccarmi davvero mentalmente per l’ultimo salto più”

E se non basta?

“Io posso solo promettere di portare punti se la macchina è all’altezza. Se non bastasse… sappiamo tutti come è la formula 1… Comunque Frank è una persona intelligente e confido in questo. Certo rimanere fermo non mi piacerebbe molto…”

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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