#Hamilton is back, #Vettel is black

Hamilton is back. Con mascherina e voglia di scherzare (vedi il tweet Mercedes), dopo aver recitato alla Muhammed Ali nei giorni scorsi (#Hamilton non si ferma: abbattete le statue razziste e #Hamilton rivela: da bambino bullizzato e picchiato per il mio colore).

Per la Formula 1 è la ripartenza dopo che ieri anche Bottas era andato in pista con la Mercedes di due anni fa, l’ultimo modello consentito dai regolamenti Fia. Una giornata utile per togliere un po’ di ruggine dai piloti e per verificare il funzionamento del protocollo previsto per il ritorno in pista da luglio in Austria.

Mascherine, distanziamento… Gli uomini Mercedes hanno posato per i fotografi, tra un paio di settimane lo faranno quelli Ferrari a Fiorano mentre altri team non scenderanno in pista prima del via del campionato.

La Red Bull non può perchè la vettura di due anni fa montava altri motori e non gli Honda e quindi non è utilizzabile. La McLaren non ha soldi da investire, tanto che Norris ha chiesto e ottenuto di poter guidare con il suo vecchio team di Formula 3. Anche da queste piccole cose capite perchè parlare di budget cap non sarà semplicissimo…

Hamilton a parte, vedo che il mio post di ieri sul taglio dello stupendio di Leclerc e il mancato taglio di Seb (vedi qui) oltre a esser stato ripreso da parecchie testate (anche il Corsera con Daniele Sparisci) ha scatenato molti commenti soprattutto da parte dei difensori a oltranza di Seb di cui oggi la Ferrari ricorda il successo di Montreal 2018, quello che fece sognare i ferraristi.

Vettel is black (di rabbia)

Riportando la notizia, perchè di questo si tratta, di una notizia trovata e confermata da più fonti, non avevo la minima intenzione di dare addosso a Seb, ma semplicemente riportare un dettaglio del suo rapporto recente con la Ferrari, un particolare che può spiegare una volta di più la rottura anticipata (bei tempi della comunicazione) del rapporto.

Leclerc ha spontaneamente aderito al taglio delll’ingaggio a cui si erano già sottoposti i top manager della Scuderia. Un bel gesto, anche un gesto furbo perchè Charles ha tutto l’interesse a farsi volere bene da una squadra con cui sogna di conquistare il mondo. Un gesto che non è stato pubblicizzato con clamore da nessuno e questo va pure sottolineato.

Vettel ha preferito non toccare il suo ingaggio, ma questo non vuol dire che sia un egoista perchè potrebbe semplicemente aver fatto delle donazioni in privato a chi ha voluto voi. Semplicemente sottilina una volta di più come il rapporto con la Ferrari non fosse più quello di un tempo. D’altra parte voi fareste un favore a un team che vi ha appena messo alla porta? Non credo. Se Hamilton is back, Vettel is black (di rabbia…).

Ecco, lo ribadisco, la mia era soltanto cronaca. Nulla di più. Nessun attacco a Seb che ho attaccato (come difeso) a seconda dei casi.

Per la cronata oggi è tornato a girare davvero anche Leclerc. Per ora sui kart. Tanto per non pensare che la vita si tutta un videogame.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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