#Indy500 tocca a Marco far sognare la famiglia #Andretti

Sarà una 500 miglia di Indianapolis diversa. In agosto (domani, domenica 23, dalle 20.30 diretta Dazn) invece che in maggio e a tribune rigorosamente vuote per colpa del Covid che se ne frega di Trump.

Duecento giri del catino più famoso del mondo, solitamente colorato ed urlante come pochi altri. Deserto come gli stadi, i palazzetti, Disney World nuova casa Nba… ce ne accorgeremo di più noi telespettatori dei piloti, ma anche loro sentiranno un’atmosfera insolita… Davanti a tutti e già questa è una grande storia, parte Marco Andretti (e’ nato il 13 marzo 1987), figlio di Michael e nipote di Mario.

Una famiglia unica e straordinaria con il sangue italiano nelle vene del nonno che non ha mai dimenticato di essere nato in Istria e continua a ritenersi molto italiano. Ma nel sangue c’è anche quell’infinità passione per i motori che contagio’ Mario da bambino all’autodromo di Monza. Quel giorno decise che voleva diventare come Ascari. E’ diventato più di Ascari perché ha vinto di qua e di la’ dall’Oceano e ci ha lasciato in eredità figli e nipoti con la stessa voglia di schiacciare a fondo sull’acceleratore il loro Piedone.

Marco era andato vicinissimo a vincere la 500 miglia nel 2006 anno del suo esordio. Poi più nulla. La pole ottenuta con la Dallara Honda gestita dal team del padre e’ la sua prima a Indy (ha 5 pole e 2 vittorie nei 234 gp corsi in carriera) e l’ha conquistata a 371,867 km orari davanti a Scott Dixon e Takuma Sato tutti con motori giapponesi.

Alonso scatterà invece dal 26esimo posto in nona fila dopo esser stato protagonista dell’unico crash della settimana di qualifica…

Il trionfo italiano è garantito dalla Dallara che fornisce tutte le monoposto. Made in Varano, made in Italy. Un’eccellenza che il mondo ci invidia.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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