Olanda, la Ferrari punta al colpaccio in qualifica. Leclerc davanti a tutti

Aspettando Max e Lewis ci siamo ritrovati con due Ferarri davanti a tutti nelle prime prove del Gran premio d’Olanda. Una magia rossa che speriamo possa durare davvero.

Mentre Hamilton è rimasto a piedi all’inizio della seconda ora con Lewis subito fermo e con pochi giri alla spalle e Verstappen ha cominciato a prendere le misure davanti al suo pubblico, la Ferrari con poca benzinba, gomme morbide e assetto qualifica, si è divertita molto. E’ una Ferrari che può puntare al colpo in qualifica ricordando che la piusta è molto molto stretta e poi in gara passare potrebbe non essere semplicissimo.

La Ferrari in assetto gara perde posizioni, Mercedes e Red Bull hanno un passo superiore. Ma in assetto qualifica, soprattutto sulla curva tre che si candida a diventare una delle più emozionanti del campionato, la Ferrari sembra avere un’arma importante da giocare.

Max Verstappen ha esaltato il pubblico in delirio, ma il vero Max ancora non lo abbiamo visto: “Il mio giro veloce è un po’ bugiardo, non ho potuto sfruttare bene le gomme e alla fine ho lasciato perdere. Siamo meglio di quello che abbiamo visto. In assetto gara invece abbiamo avuto un buon ritmo. Però dobbiamo guardare un po di dettagli per trovare la perfezione qui partire davanti sarà fondamentale”

Hamilton in pratica non ha girato (17 giri). In mattinata era davanti, ma dopo pochi giri, poi i guai di Vettel hanno bloccato tutto e tutti: “Non una giornata ideale, abbiamo perso potenza e mi hanno fermato. Non è la fine del mondo… bello vedere tanta gente in tribuna, anche se non tifano per me”

Benvenuti a casa Verstappen

Un po’ di rassegna stampa: Daniele Sparisci racconta l’attesa per il ritorno della F1 a Zandvoort dopo trentasei anni sul Corriere della sera: “In un giardino una bambina attacca bandierine ai fili. Prima quella arancione con il numero 33, poi l’altra a scacchi. Spuntano dai terrazzi, dai ristoranti, dalle finestre delle case a due piani. Sono ovunque. Un popolo intero spinge Max Verstappen, «tuffati nell’oceano orange» recita un cartello all’entrata del circuito. La marea sta salendo: tribune monocolore, dietro c’è l’agenzia creata dal papà del pilota olandese della Red Bull, sembra di essere al Mugello ai tempi d’oro di Valentino Rossi. Si attendono 70 mila persone al giorno nella «Montecarlo del mare del Nord». Località per niente glam, l’unica somiglianza con il Principato è per la quantità di curve: 14 in 4.259 metri, e perché è una pista stretta”.

Luigi Perna per la Gazzetta dello sport da Zandvoort scrive che “le case in mattoni rossi di Zandvoort hanno tutte una bandiera alla finestra di colore arancione oppure a scacchi. Ma è quando vedi un enorme gonfiabile a forma di leone (il simbolo di Verstappen) e la scritta “Go Max” che non ci sono più dubbi su chi sia l’eroe da queste parti”

Se vai dal benzinaio, ci sono immagini di Verstappen ovunque. Nel settanta per cento degli spot in tv si vede lui. Credo che tutti lo conoscano in Olanda

Twan Van Gendt corridore di Bmx della Red Bull alla Gazzetta dello sport

Stefano Mancini su la Stampa racconta: “Nella pacifica invasione di tribuna e pista per adesso prevale il clima allegro, però i rapporti tra i due piloti sono affilati e l’onda arancione è pronta a rimarcarlo. Hamilton si aspetta di essere fischiato per la terza volta consecutiva dopo l’incidente a Silverstone di un mese e mezzo fa. È successo in Ungheria e soprattutto in Belgio la settimana scorsa. Verstappen non fa tentativi per allentare la tensione e invita il collega a «chiudere le orecchie» a fronte delle inevitabili manifestazioni di dissenso. E alla domanda se chiederà fair play ai suoi sostenitori, l’olandese volante risponde picche: «Non si è mai vista una squadra invitare i propri supporter a non fischiare, tanto prima o poi succede. Fa parte dello sport». In tribuna sono disponibili 70 mila posti su una capienza di 105 mila. Per domani e domenica è previsto il tutto esaurito”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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