Rassegna Stampa: Agostini, Uncini e il ritorno di Marquez in MotoGp

Marc Marquez e’ pronto a tornare. Ha anche l’ok dei medici. Questa volta non ha fatto di testa sua. Ma che Marquez ritroveremovediamo un po’ di pareri sparsi sui quotidiani di oggi (vedi http://www.loslalom.it)

Quale Márquez troveremo venerdì in prova, sabato nelle qualifiche e domenica in gara a Portimão? Giorgio Terruzzi sul Corriere della sera illustra quelle che chiama le due scuole di pensiero. La prima: “Avrà bisogno di tempo, data la paura di non guarire più, dati i 9 mesi di sosta, Sarà prudente per un po’”. La seconda: “Andrà forte subito, dato il talento, il carattere, la voglia. Sarà una furia, sin dalla prima gara”. Lui è per la terza: “Magari, a Portimao, avremo una mediazione tra queste ipotesi estreme, anche se un fenomeno da pista resta fenomenale pur dopo un incidente grave. Marquez ha fatto l’impossibile per mettere in pista un cambio generazionale e trova una generazione disposta a tutto pur di farsi largo ai suoi danni. La fretta l’ha trasportato nel firmamento; per troppa fretta si è inceppato. Difficile che sia cambiato. Torna per riprendersi il regno. È un tipo che non sa aspettare e aspettare ancora proprio non può”.

Giacomo Agostini alla Gazzetta dello sport dice che «indipendentemente da chi lo ama oppure no, credo che in questi anni Marc ci abbia fatto divertire e alzare spesso dalla sedia. Ha fatto cose non da tutti. Quindi, al di là del tifo, il suo ritorno è importante ed emozionante per tutti». Agostini è un márqueziano. Quando si rimise in moto a quattro giorni dall’intervento al braccio, ne difese l’azzardo. «Ognuno ha la propria testa – dice adesso – e Marc è sempre stato così aggressivo che quindi non mi stupirei se lottasse subito per il podio o la vittoria. Se io fossi in lui, però, prenderei questa prima gara con molta pazienza, come un allenamento. Anche se per lui sarebbe un sacrificio enorme».

Franco Uncini porta la sua esperienza in una intervista con Maria Guidotti per il Giornale. Anche a lui nel 1983, da campione del mondo della classe 500 con la Suzuki, toccò un gravissimo incidente ad Assen. Rimase lontano per quasi 9 mesi.

«I tempi – dice – in qualche modo sono simili, diverse le dinamiche. Per Marc una caduta, mentre io venni investito. In questo il mio incidente può ricordare quello di Marco Simoncelli, solo che nella sfortuna io sono stato molto più fortunato. La mia caduta di per sé era stata abbastanza banale perché non avevo riportato danni, così istintivamente ho tentato la fuga. Avevo l’erba a 2 metri, alle mie spalle 10 metri di pista e il rombo delle moto che mi scansavano. Tutti eccetto Gardner, che per una sua scelta rimase sulla sinistra e mi centrò in pieno». 

Uncini è dell’idea che lo spagnolo tornerà, eccome «In questi mesi lontano dalle corse avrà maturato ancora più voglia, più rabbia e fame di vittorie. Vedo una o due gare cuscinetto per riprendere il ritmo, ma poi tornerà il Matador. Parte da una situazione svantaggiata, ma lo considero tra i contendenti al titolo. Marc è di un altro pianeta. È fortissimo: ha la forza di un torello e la testa del fuoriclasse».

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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