Rassegna stampa: che si dice della nuova Ferrari

La nuova Ferrari vista dalla stampa italiana e non solo collegata in streaming per la presentazione più breve degli ultimi anni. Anzi di sempre.

Ecco che ci dice grazie a loslalom.it

evoluzioni | “Che Rossa è la n°67 made in Maranello per la F1 e quanta Ferrari tornerà a splendere? Nessuna rivoluzione anche perché i regolamenti non lo consentono: la SF21 è un’evoluzione della sfortunata progenitrice” (Alessandra Retico, la Repubblica)

bisogni | “Le idee alla base della SF21 rispondono a due necessità. Da un lato guadagnare carico aerodinamico posteriore, per gestire al meglio le gomme, e dall’altro ridurre la resistenza in rettilineo che rallentava la SF1000. Invece sotto la pelle, dove si poteva intervenire radicalmente, c’è stata una rivoluzione. La nuova power unit 065/6 dovrebbe infatti rappresentare un netto passo avanti rispetto a quella del 2020, che ha visto la Ferrari pagare dazio dopo i sospetti di irregolarità del 2019 sfociati nell’inchiesta Fia”. (Luigi Perna, la Gazzetta dello sport)

estetica | “Il rosso scuro della tradizione o quello brillante della storia contemporanea? Nel dubbio, la nuova Ferrari veste entrambi i colori, dalle tonalità vive del frontale fino all’amaranto della «125 S», la prima Ferrari, più una spruzzata di verde fluorescente sul cofano” (Stefano Mancini, la Stampa).

obiettivi | “La SF21 non parte per rompere il digiuno, piuttosto è la macchina dell’onore, dell’inversione di marcia dopo il peggior campionato degli ultimi quarant’anni. Vietato sbagliare ancora, il margine per recuperare è inesistente con tutte le risorse concentrate sulla svolta aerodinamica del 2022. Ma la nuova monoposto ha il dovere di provarci, di restituire orgoglio e di indicare una rotta tecnica accettabile dopo i fallimenti dei progetti precedenti. È un gioco di ombre, di fotografie dai particolari ben nascosti, un prendere tempo in attesa del giudizio dell’asfalto. Stride un po’ con il verde evidenziatore sulla pinna. L’ha voluto lo sponsor Philip Morrisper rilanciare l’iniziativa «Mission Winnow», la scelta ha fatto discutere i tifosi”. (Daniele Sparisci, Corriere della sera)

sfumature, elefanti e trattori | “All’inizio degli anni 2000, quando la Scuderia schiacciava la concorrenza, l’auto cambiava gradualmente tono per restare fedele alla Marlboro, lo storico sponsor del tabacco il cui rosso era più arancione. Ora, annegata nella più grande crisi degli ultimi 30 anni, la Ferrari sta cercando di tornare a tutti i costi, aggrappata alla sua storia come a una boa per evitare di affondare. L’anno scorso, credendo di poter conservare i vantaggi di un motore ultra potente, flirtando con la legalità, la Scuderia ha progettato una F1 che avrebbe potuto trainare un elefante. Privata di questi cavalli extra da un nuovo rilevatore installato in ritardo dalla FIA, la Ferrari si è ritrovata con un trattore come macchina da corsa”. (Frédéric Ferret, l’Équipe)

la lingua | “La Ferrari che si presenta in streaming è un po’ come un cantante in playback al Festival di Sanremo. Se poi si presenta pure con una macchia verde sul vestito rosso, l’effetto splash c’è tutto. Lo sponsor tabaccaio che ora pubblicizza Mission Winnow e non più sigarette, ha voluto colorare di verde flou il suo logo. Sembra la macchia di gelato al pistacchio sul vestito di una sposa. Prendiamolo come verde speranza perché ce n’è davvero bisogno. La cerimonia che in tempi normali era sempre stato un piccolo grande show oggi si trasforma in un prodotto in stile Netflix lungo dieci minuti e ventisei secondi. Chiude il presidente, sempre più presente John Elkann. Peccato che lui parli in inglese. Il fondatore non avrebbe apprezzato, nonno Gianni neppure. La Ferrari è un simbolo del made in Italy. Non dovrebbe dimenticarlo mai chi la possiede” (Umberto Zapelloni, il Giornale)

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 commento

  1. “possiede” è una parola grossa; chi la “gestisce”. Sentire Elkan nominare lo spirito del Drake è stata forse la più grossa bestemmia potesse accadere. Quando il Drake era al comando della Ferrari, Elkan forse non era nemmeno nato e di sicuro Ferrari (quella “vera”) non era sotto l’ala Fiat/FCA che dir si voglia. Questa non è più la Ferrari con la F maiuscola ma è una branca della Fiat e ora ha la f minuscola che meglio si addice ad un reparto interno.

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