Rassegna stampa in Qatar tra veleni e dispetti continua la guerra Verstappen Hamilton

Più spazio per le polemiche che per le prime prove. È normale che sia così perché il venerdì senza Q è solo un grosso inganno. Mercedes contro Redbull significa Verstappen contro Hamilton ma soprattutto Horner contro Wolff…

Ecco quanto racconta http://www.loslalom.it stamattina

Nell’intervallo tra il primo e il secondo turno di prove libere del primo GP del Qatar, il collegio dei commissari della federazione internazionale automobilismo ha fatto sapere d’aver respinto la richiesta di revisione sulla manovra difensiva di Verstappen contro il tentativo di sorpasso di Hamilton. La Mercedes chiedeva una penalizzazione. IL distacco in classifica tra i due resta di 14 punti e resta teso il clima fra le due scuderie, a tre corse dalla fine. Nella conferenza stampa congiunta dei due boss, davanti a Christian Horner, Toto Wolff ha detto di non aspettarsi nulla di diverso.

Daniele Sparisci sul Corriere della sera stamattina parla di gelo nel deserto. “Lo avverti davanti ai primi box. Facce scavate dalla fatica, nervi consumati da un confronto logorante, da un giro del mondo folle (Messico-Brasile-Qatar in tre settimane), pochi sorrisi. Quando la Mercedes dominava erano risate e ironia. Ora c’è un muro invisibile che separa gli uomini stellati da quelli con la divisa blu della Red Bull, ed è invalicabile. Lo hanno eretto i rispettivi capi, Toto Wolff e Christian Horner, entrambi ex piloti con poca fortuna, diventati grandi da dirigenti. Si detestano, da sempre: la loro rivalità è molto più profonda di quella fra i loro piloti. Come Mourinho e Guardiola, non è una recita. Ieri, quando gli schermi del circuito hanno proiettato il faccia a faccia organizzato dalla Fia, il paddock si è fermato. Ed è un evento unico, non si sprecano secondi, figuriamoci per le chiacchiere. Ma era impossibile perdersi uno spettacolo così. «Questo campionato era iniziato come un incontro di boxe dilettanti, poi è diventato “pro” – ha spiegato Wolff -, adesso siamo passati alle arti marziali miste (Mma ndr): ci siamo tolti i guantoni e combattiamo a mani nude. Ora valgono anche le gomitate».

Su il Foglio sportivo io scrivo che “Lewis Hamilton e Max Verstappen, dopo esser arrivati al corpo a corpo violento a Imola, Silverstone e Monza hanno imparato a sfidarsi senza buttarsi fuori pista come hanno fatto vedere domenica scorsa a San Paolo, mentre i loro datori di lavoro, stanno alzando in modo pericoloso il livello della battaglia. Neppure Ron Dennis e Cesare Fiorio erano mai arrivati a tanto negli anni della grande sfida tra McLaren e Ferrari. Al massimo Dennis lasciava intendere, buttava lì delle frasi, ma non ci sono negli archivi e nella memoria degli episodi come quello di qualche mese fa a Silverstone dopo che Hamilton aveva mandato all’ospedale Max Verstappen con una manovra che, vista e rivista, assomiglia sempre di più ad un errore di valutazione che a un affondo volontario. Abbiamo ancora tre weekend da vivere sul ring. In fin dei conti questa sfida senza limiti e con poche regole piace tanto alla Formula 1. Questo mondiale dei veleni alza l’audience. Basta che ammaliata da Netflix la Formula 1 non trasformi Drive to survive in Squid games”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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