Rassegna stampa: Messico, Mercedes e i delusi Red Bull e Ferrari

Lo stupore per la Mercedes e per Bottas. La delusione di Max, Perez, Red Bull, ma anche Ferrari. Tutto questo sai legge sui quotidiani in lotta contro il tempo con le qualifiche che si sono chiuse poco prima delle 22.30 italiane.

Stefano Mancini su la Stampa lo chiama “il bluff più spudorato”. Nelle prove libere la Mercedes si è nascosta. “Piange sulle prestazioni, smonta e rimonta la macchina in vista di telecamera, lamenta problemi tecnici. Durante le tre sessioni di prove libere del Gran premio del Messico, nel box dei pluricampioni del mondo si respira pessimismo, tipo «mondiale finito», ai 2300 metri di altitudine di Città del Messico ai motori manca l’aria. Avevano le idee chiarissime”. Le ha pure Verstappen, che dà la colpa a Tsunoda di aver offerto la scia al compagno Gasly, essere finito fuori pista e aver rallentato chi cercava il tempone. Lo ha chiamato idiota. Ecco.

Giorgio Terruzzi per il Corriere della sera parla di Oscar alla regia e di “uno scippo tattico strepitoso”. Così, oggi in Messico, “quella che sembrava una corsa favorevolissima per Verstappen, si è trasformata in un ulteriore capitolo incerto della sfida. Quanto contano le scie su questa retta di un chilometro e passa l’hanno dimostrato i giochetti offerti dalla coppia Alpha Tauri, con Tsunoda costretto comunque a partire dietro, ben disposto a far volare Gasly, quinto. Stessa tattica adottata dalla McLaren vista la penalizzazione di Norris causa cambio motore, a vantaggio di Ricciardo, settimo. Occhio alla «esse» che fa da imbuto in fondo al rettilineo. Il luogo è noto per le ruotate, le escursioni sui prati del Messico. Botte, polemiche e sanzioni”.

Paolo Filisetti analizza sulla Gazzetta: “le Frecce sono tornate al top con l’altezza. Annullato il gap di carico nei tratti guidati. Nella simulazione la Red Bull aveva un super passo”.

La strategia più veloce per i 71 giri del Gran Premio del Messico è sicuramente ad una sosta, dato che si perde abbastanza tempo a percorrere la pit-lane (circa 22 secondi oltre alla sosta effettiva) e che in questo circuito è difficile sorpassare.
P Zero Yellow medium C3 seguita da P Zero White hard C2 è la strategia ottimale, motivo per cui così tanti piloti hanno voluto superare la Q2 con i pneumatici gialli. Questa scelta permette anche una finestra di pit-stop piuttosto ampia.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 commento

  1. Sig Zapelloni
    Sarebbe possibile aggiungere i link del post precedente e successivo anche nella versione “mobile”?
    Grazie!

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