Ross Brawn: la Formula1 2021 sulle piste che pagano di più…

A Ross Brawn e a Liberty Media va dato atto di aver costruito un mondiale 2020 al di là di ogni previsione. Complimenti. Hanno ripescato piste fuori dal giro (Nurburbring, Imola, Turchia) ne hanno inventate (Mugello, Portimao, ma anche Sakhir 2). Al momento di stilare il calendario 2021 però si sono fatti guidare soprattutto da una cosa: il denaro…

In una lunga e interessante intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Ross Brawn, unico ad aver vinto il mondiale con tre scuderie (Benetton, Ferrari e Brawn) e ad averne avviata una quarta sulla giusta via (Mercedes), ora uomo di punta di Liberty, racconta una cosa importante.

Alla domanda Quale sarà il criterio che vi guiderà? Sarà legato all’aspetto economico? Ross ha risposto così:

«Non c’è dubbio che l’anno prossimo vogliamo tornare a una situazione normale e dunque con una forte considerazione dal punto di vista commerciale. Alcuni Paesi saranno in una posizione migliore rispetto ad altri, perché potranno fare delle migliori offerte commerciali, e di questo dobbiamo tenere conto. Perché noi dobbiamo tornare al normale livello nanziario il più in fretta possibile. Quindi l’aspetto commerciale avrà un peso maggiore rispetto a quest’anno»

Soldi, soldi e ancora soldi. Forse era inevitabile e noi che sentendo Domenicali qui ci eravamo illusi…

Avete già pubblicato un calendario provvisorio per la prossima stagione e c’è un buco il 25 aprile, data originariamente destinata al Vietnam. Quante chance ha Imola di prenderne il posto? , chiede ancora la Gazzetta con Andrea Cremonesi..

«Abbiamo visto belle gare a Imola come in Portogallo e Turchia, è tutto aperto, vediamo come si sviluppa la questione. Ovviamente siamo dispiaciuti di non poter andare ancora in Vietnam, ma troveremo un candidato forte».

Vedremo chi metterà più soldi sul piatto…
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Tra le altre cose interesanti Ross ha aggiunto che Hamilton potrebbe puntare a vincere 10 mondiali e la Ferrari deve darsi una mossa perchè nel 2022 avrà una grande occasione…

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 commento

  1. forse qualcuno sospettava che la F1 fosse una onlus? Con i milioni (se non miliardi) di dollari che ci girano intorno, sarebbe stato strano scoprire che il criterio di selezione dei circuiti fosse la bellezza del paesaggio o il clima mite. Mettere in piedi questo circus e mantenerlo costa e in qualche modo ci devono anche guadagnare quelli che ci lavorano. E’ per questo che oggi, essendoci quattro costruttori che diventeranno tre a fine 2021, il futuro appare difficile: è sufficiente che un altro produttore lasci e probabilmente tutto cade. Che senso avrebbe un campionato definito mondiale dove partecipano solo due costruttori?

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