StyrianGp: istruzioni per l’uso del RedBull Ring. Per la Ferrari andrà meglio

Doppio appuntamento austriaco per andare a completare il triplete di inizio estate della Formula 1. Si parte dal Gp di Stiria in questo fine settimana per arrivare al Gp d’Austria della prossima sul circuito di proprietà della Red Bull che dovrebbe essere meno penalizzante per la Ferrari rispetto a Le Castellet. Senzale lunghe curve in appoggio della gara francese, la Ferrari dovrebbe soffrire meno sulle gomme. I lunghi rettilinei del Red Bull Ring dovrebbero dare unamano a Leclerc e Sainz, ma anche alla Mclaren motorizzata Mercedes, vero avversario della Scuderia.

Il circuito di Spielberg è tra i più corti della stagione, con appena 4,3 km di lunghezza e sole undici curve. Ci sono dei lunghi rettilinei che esaltano la prestazione delle power unit ma non mancano cambi di direzione impegnativi che, in definitiva, lo rendono un tracciato da medio carico aerodinamico. Una tornata viene completata in poco più di un minuto e la velocità media è tra le più alte del Mondiale. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare Spielberg è, insieme a Monza, la pista in calendario sulla quale i freni sono meno sollecitati dal momento che l’utilizzo è di circa dieci secondi al giro. L’unica staccata veramente impegnativa è quella della curva 3, in cima alla salita che conduce al punto più alto del tracciato, uno dei più sfruttati per i sorpassi insieme alla frenata della curva 4. Le zone DRS previste sono tre: sul rettilineo principale; sulla salita tra le curve 2 e 3 e nel rettilineo tra la 3 e la 4.

  • La posizione più arretrata sulla griglia di partenza dalla quale si è vinto a Spielberg nell’attuale configurazione è la settima. A riuscirci fu David Coulthard nel 2001. Il pilota scozzese detiene anche il primato per il podio raggiunto scattando più indietro sullo schieramento: nel 1998 si qualificò infatti 14° concludendo il Gran Premio d’Austria al secondo posto.
  • I distretti in cui è divisa la Stiria – Steiermark nella denominazione locale – sono 12 cui si aggiunge la città statutaria di Graz (330.000 abitanti). Il Land, con i suoi 16.388 km² di estensione, è il secondo più grande dell’Austria dopo la regione della Niederösterreich. Il circuito di Spielberg si trova nel distretto di Murtal, istituito nel 2012 con capitale Judenburg.
  • Il numero medio di sorpassi nei 15 Gran Premi disputati a Spielberg nell’attuale configurazione è di 29. La gara con più cambi di posizione è stata finora il GP d’Austria del 2016, con 66, seguito da quello di Stiria 2020, con 45 e dai GP d’Austria 2018 e 2019 con 42. La corsa con meno sorpassi rimane il GP d’Austria 2003 – vinto da Michael Schumacher con la Ferrari F2003-GA – che vide solo 15 cambi di posizione.
  • In Austria, dove si correranno la seconda e la terza gara della prima tripletta consecutiva di GP dell’anno, Pirelli ha fatto due nomination diverse di mescole, come già avvenuto anche l’anno scorso a Silverstone. Per la prima gara al Red Bull Ring, che prende il nome di Gran Premio della Stiria, la mescola C2 sarà la P Zero White hard, la C3 sarà la P Zero Yellow medium e la C4 sarà la P Zero Red soft. Invece per il Gran Premio d’Austria, che si disputerà il fine settimana successivo sulla stessa identica pista, la P Zero White hard sarà la C3, la P Zero Yellow medium sarà la C4 e la P Zero Red soft sarà la C5: quest’ultima rappresenta la combinazione mescole più morbida della gamma Pirelli.
  • La scelta di optare per due nomination distinte è stata fatta per aggiungere una componente che possa differenziare le due gare, dal momento che l’introduzione della mescola più morbida per il secondo weekend potrebbe portare a qualche variazione strategica.
  • Il Red Bull Ring è un tracciato corto ricco di su e giù, con un giro molto veloce e piuttosto breve caratterizzato da un susseguirsi di curve e diverse salite e discese. Nonostante ciò, non risulta essere particolarmente impegnativo per i pneumatici, ecco perché è possibile utilizzare la mescola più morbida della gamma.
  • Dato il giro breve di 4,3 chilometri con 10 curve, il traffico è spesso un problema, e questo è un fattore importante quando si tratta di gara e soprattutto di strategia per la qualifica. A causa del giro corto e molto veloce, i divari di prestazioni tra le mescole tendono ad essere piuttosto ridotti. La maggior parte delle curve sono a destra, ma le due curve più impegnative sono in realtà a sinistra e questo significa che i pneumatici sono scarichi e relativamente freddi quando devono affrontarle.
  • La prima doppietta di GP sullo stesso circuito quest’anno significa che i team avranno molti dati e opportunità per massimizzare il potenziale dei pneumatici, specialmente durante il secondo fine settimana. Di conseguenza, i team si concentreranno soprattutto sui pneumatici in mescola C5 più morbida quando si tratterà di prepararsi per il Gran Premio d’Austria.
  • In passato, sulla carta, questa è stata una gara ad una sola sosta, a parte le occasioni in cui una safety car ha indotto i piloti a effettuare un pit stop “gratuito”. E così dovrebbe essere anche per il Gran Premio della Stiria, ma la nomination più morbida una settimana dopo potrebbe spingere le squadre a una doppia sosta per il Gran Premio d’Austria.
  • Secondo i tecnici Brembo il Red Bull Ring rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico a quello ottenuto da altre piste come Budapest e Zandvoort. 
  • Il tracciato austriaco è l’unico del Mondiale in cui un giro è completato in meno di 64 secondi, anche se l’anno scorso, complice la pioggia, la pole del GP Stiria fu ottenuta superando i 79 secondi, un crono che non si vedeva dal 1998. Solo 3 frenate infatti prevedono un ricorso ai freni superiore al secondo. ​
  • Solo alle curve 2, 5 e 8 della pista austriaca i piloti di F.1 non hanno la necessità di utilizzare i freni. In media in un intero giro l’impianto frenante è attivo per 10 secondi e spiccioli. Solo Imola ha fatto registrare un valore più basso, nonostante abbia 8 frenate contro le 7 del Red Bull Ring.
  • La differenza tra le due piste è dovuta alle frenate delle curve 3 e 4 che richiedono un impegno superiore ai 2 secondi e mezzo mentre sulla pista italiana anche la frenata più dura non supera il secondo e 9 decimi. Dalla partenza alla bandiera a scacchi i freni in Austria sono in funzione per 11 minuti e una cinquantina di secondi, pari al 16 per cento della gara. ​
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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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