Tocca a Mick Schumacher, tristezza vai via

Non c’è velo di tristezza negli occhi del giovane Schumacher che si mette al volante di una Ferrari a Fiorano. L’altro giorno c’era in pista Jean e Giuliano Alesi, poi e’ stata la volta di Carlos e Carlos jr… impossibile che Mick non abbia pensato a papà sulla pista dove Michael passava giornate intere… e dormiva pure…

Uno Schumacher su una Ferrari fa sempre effetto. Anche se non è la prima, ma la quinta volta che Mick guida l’auto con cui papà ha vinto 5 mondiali…

Il debutto assoluto è avvenuto nel 2019, quando nella prima delle due giornate di test organizzate in Bahrain aveva avuto modo di girare con la SF90. Nel corso dello stesso anno Mick aveva poi guidato una F2004 per una esibizione al sabato del Gran Premio di Germania, ad Hockenheim, emozionandosi ed emozionando il pubblico che, commosso, aveva inneggiato a lui e al padre. Il pilota classe 1999 ha quindi avuto modo di portare in pista quella stessa monoposto per alcuni giri al Mugello, lo scorso 13 settembre, a poche ore dal via del Gran Premio numero 1000 della Scuderia Ferrari, mentre il 30 dello stesso mese, aveva effettuato a Fiorano le sue prime tornate a bordo della SF71H ritrovata oggi.

“Che bello risalire in macchina! Finalmente sono tornato a provare le belle sensazioni che solo la guida di una Formula 1 ti può regalare. Direi che la giornata di oggi è stata indubbiamente positiva. Siamo riusciti a svolgere tutto il programma che avevamo preparato senza nessun tipo di problema ed è stato ovviamente molto utile poter percorrere dei chilometri al volante di una monoposto in vista della stagione che avrà inizio fra circa un mese e mezzo con i test pre-stagionali.
La SF71H è una vettura del 2018 ma il comportamento sulla pista e le sensazioni che trasmette al pilota, sia dal punto di vista della tenuta di strada che sotto il profilo degli stress fisici, sono molto simili a quella di una monoposto attuale e la rendono un’ottima base per la preparazione della nuova stagione. Inoltre girare a Fiorano è sempre bello perché la pista è tecnica e impegnativa.
Ho ritrovato con piacere gli ingegneri e i meccanici con i quali avevo già lavorato nel settembre dello scorso anno e non vedo l’ora di tornare in macchina domani.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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