Valentino il giorno dell’addio. Ma non dobbiamo essere tristi…

Il giorno è arrivato. Domenica sera l’ultima gara di Valentino che già ci manca un po’. La DORNA non sa più come omaggiarlo, i suoi compagni/avversari non trovano più parole per ringraziarlo, da San Paolo gli arrivano i messaggi della Formula1.

Dovrebbe essere un giorno triste perché se ne va il motivo per cui la maggior parte degli spettatori guardava le gare del moto mondiale. Ma non dobbiamo essere tristi e malinconici. È la vita. E poi siamo sinceri il vero Vale è da un po’ che non c’è in pista.

Ci mancherà meno l’anno prossimo che raddoppierà le ruote per correre in auto di quanto non ci sia mancato quest’anno sempre lontano dai migliori, anche da quelli che meglio di lui lo sono solo per l’anagrafe.

Dobbiamo solo ringraziarlo per come ha trasformato il suo sport, per come sua diventato icona è termine di riferimento per tutti. Se adesso ci sono altri ragazzi italiani nel mondiale il merito è suo. Sono cresciuti nel suo mito e il resto può farlo la sua Academy.

Quando se ne andò Ayrton non avevamo più voglia di Formula1, poi è arrivato Schumi. Quando ha smesso Michael abbiamo pensato che la F1 non sarebbe state più la stessa. Poi è arrivato Hamilton. Adesso ad ammorbidire il dopo Hamilton sta arrivando una pattuglia di ragazzi fantastici….

In MotoGp ci vorrà un po’ ad abituarci al dopo Vale perché il fenomeno che ha preso il suo posto Marquez non è messo bene. E poi siamo sinceri chi ha amato Vale non potrebbe mai amare Marquez. Dovremo avere pazienza perché il destino ci ha già sottratto l’erede naturale, il Sic. Oggi un dopo Vale non c’è. Fenomeni non se ne vedono in giro. Buoni piloti si’. Valentini no. Puntiamo su Pecco e il Morbido, ma non mettiamo troppa pressione sulle loro spalle.

E comunque Vale grazie per averci fatto mettere in piedi sul divano per così tanto tempo.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 commento

  1. Il tempo del ritiro, purtroppo, arriva per tutti. Agostini sembrava eterno ma anche lui ha dovuto arrendersi all’avanzare dell’età. Valentino rimarrà nella storia ancora a lungo e chi lo ha supportato ne narrerà le imprese ancora per molto tempo. Mi ha fatto emozionare, palpitare per le sue battaglie e le sue vittorie. Ultimamente, da almeno tre anni, però era diventato solo un abbellimento alla MotoGp. La Dorna non voleva rinunciare al suo pezzo migliore sapendo che la mancanza di Valentino dalle piste avrebbe creato una mancanza di pubblico sia nei circuiti, sia davanti allo schermo. Hanno cercato di trattenerlo a qualsiasi costo ma è stata una sofferenza vedere il declino di un Campione che ormai lottava solo per terminare la gara al di fuori della zona punti.
    Vai Valentino: anche su quattro ruote farai ancora parlare di te, anche se non alla guida di una F1 come si era sperato.
    E anche se sarai padre di una bimba, chi può dire se non diventerà anche’ella pilota? Ormai anche questo tabu sta per cadere e non è detto che non possa provare a salire su due o quattro ruote.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.