Benvenuti a casa #Ferrari (e di #Valentino): istruzioni per l’uso del #Mugello

La prima volta non si scorda mai, soprattutto se oltre ad essere la prima sarà anche la millesima. Il Mugello apre le porte al primo Gp di Formula 1 della sua storia nel giorno del millesimo Gp della Ferrari che poi è la padrona di casa. Il Mugello è una pista magica, dove a guidare ci si diverte come matti. Ho guidato proprio qui la prima Ferrari della mia vita, una 348 con un cambio che proprio facile da inserire non era.

Ma veniamo alle istruzioni per l’uso della pista dove la Ducati ha vinto 4 volte e Valentino 7 di fila solo in Moto Gp. Una pista che ha insomma sentito spesso l’inno di Mameli… E proprio al Mugello nel 2008 Valentino Rossi fece un test con la F2008:

  • Situato sulle colline toscane, il Mugello è caratterizzato da continui dislivelli e una sede stradale piuttosto stretto che presenta anche alcuni “dossi”. È un circuito dai tratti “old-school”, inaugurato nella sua configurazione attuale nel 1974 le cui radici risalgono al tracciato stradale del 1914.
  • Le 15 curve sono a media-alta velocità, senza vere e proprie chicane strette e brusche frenate, su un giro lungo 5,245 km.
  • Le due ‘Arrabbiate’ sono le curve più veloci dell’intero tracciato: con tutta probabilità le F1 attuali le percorreranno in pieno, a una velocità di 260 o 270 km/h.
  • Secondo i tecnici Brembo il circuito del Mugello rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, il più basso dei GP delle ultime settimane. Per Brembo e Ferrari si tratta del 777° gp insieme.
  • È un tracciato piuttosto tecnico, con curve tutte diverse tra loro. Nelle Luco-Poggio Secco-Materassi a inizio giro è fondamentale mantenere la massima velocità nel punto di corda e una perfetta traiettoria, mentre le due Biondetti a fine giro creano quasi una chicane naturale dove è fondamentale l’uscita per rilanciarsi al meglio nel giro seguente.
  • L’asfalto è particolarmente aggressivo e impegnativo sui pneumatici. La pista è stata completamente riasfaltata per l’ultima volta nel 2011.
  • Il record non ufficiale del tracciato è di Rubens Barrichello (Ferrari) in 1’18″704. Il Mugello non ha mai ospitato una gara di Formula 1, ma viene utilizzato frequentemente per sessioni di test ed è famoso per le gare di moto.
  • Le monoposto attuali dovrebbero essere più veloci di un paio di secondi, pur utilizzando i freni per oltre 17 secondi e mezzo ogni giro: a Monza i freni sono invece impiegati per 7 secondi in meno.
  • Al Mugello i piloti della MotoGP utilizzano i freni in 9 curve, mentre quelli di F.1 lo fanno solo in 6 punti: grazie all’aderenza assicurata dalle quattro ruote, le monoposto affrontano in pieno le curve 6, 8 e 9, nelle quali invece le moto perdono rispettivamente 82 km/h, 38 km/h e 35 km/h. Dalla partenza alla bandiera a scacchi i piloti di F.1 esercitano un carico di quasi 37 tonnellate e mezzo sul pedale del freno.
  • Le auto di Formula 1 usano dischi Brembo di spessore differenziato: 32 mm all’anteriore, da 28 mm a 32 mm al posteriore. Anche le pastiglie Brembo non si presentano in un’unica misura: sono da 22 mm all’anteriore e da 17 mm al posteriore.
  • I dischi sono in fibra di carbonio: i fogli di fibra di carbonio sono sovrapposti e cuciti tra loro attraverso le presse e grazie alle infiltrazioni di speciali resine. Ogni team consuma nel corso della stagione dai 150 ai 300 dischi e fino a 600 pastiglie.
  • Delle 6 frenate del GP Toscana Ferrari 1000 due sono considerate altamente impegnative per i freni, 2 sono di media difficoltà e le restanti 2 sono light.
  • La più dura per l’impianto frenante è la San Donato, la prima dopo il traguardo: le monoposto vi arrivano a 333 km/h e scendono a 147 km/h in soli 126 metri. Per riuscirci i piloti frenano per 2,22 secondi esercitando un carico di 116 kg sul pedale del freno ed affrontando una decelerazione di 4,5 g.
  • Pirelli è title sponsor del primo Gran Premio di Toscana della storia e ha nominato le tre mescole più dure: C1, C2 e C3 quali White hard, Yellow medium e Red soft.
  • Questa nomination è la più adatta per affrontare sia le diverse caratteristiche e i rapidi settori del tracciato, sia le incognite del fine settimana: il Mugello, infatti, è al debutto assoluto nel calendario F1.
  • È molto probabile che le temperature siano particolarmente elevate, visto che la gara si disputa nella seconda settimana di settembre: un’altra ragione per scegliere le tre mescole più dure della gamma, quelle più adatte a sopportare il degrado termico.

“L’ingresso del Mugello nel calendario F1 è una fantastica opportunità con un significato particolare per Pirelli – ha commentato Mario Isola – . Proprio su questa pista abbiamo provato per la prima volta i pneumatici di Formula 1 nell’agosto 2010, due mesi prima dell’ufficializzazione del nostro ingresso come fornitore unico dal 2011. È un circuito spettacolare e molto veloce, decisamente impegnativo sui pneumatici: per questo motivo abbiamo nominato le tre mescole più dure della gamma. Come sempre per i nuovi circuiti, anche il Mugello rappresenta un po’ un’incognita per la maggior parte di piloti e Team, il che significa avere carta bianca per le strategie. Le prove libere saranno quindi cruciali per ottenere il maggior numero di dati possibili, e con tutta probabilità vedremo i Team dividere i propri programmi per acquisire quante più informazioni necessarie con tutte e tre le mescole. Dal nostro punto di vista, siamo stati in grado di prepararci al meglio grazie ai dati ottenuti dalle altre competizioni che hanno già corso su questa pista. Complimenti a Ferrari per aver raggiunto il prestigioso traguardo delle 1000 gare in Formula 1: solo uno dei tanti aspetti che rendono questo Team così iconico per il nostro sport, in una gara in cui siamo felici di essere title sponsor”

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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