Ferrari senza novità a Imola, ma con qualche speranza. Leclerc: weekend interessante

Ferrari senza novità dopo lo sforzo degli ultimi gran premi, ma con qualche soeranza di confermare quanto di buono visto a Portimao. Le caratteristiche della pista e il weekend ristretto a due soli giorni, autorizzano un po’ di ottimismo. Almeno andrà meglio degli altri due gran premi italiani della stagione.

“Non ho mai gareggiato a Imola, ma tutti conoscono questo circuito dato che è stato una presenza fissa nel calendario per tanti anni. Nel 2006, l’ultima volta che si è corso qui, c’ero, ma ero solo un collaudatore del team BMW Sauber. Non ho mai nemmeno percorso a piedi la pista e questo sarà il mio esordio assoluto – racconta Seb – Il tracciato è molto bello ma non perdona gli errori. Ricordo che mi sembrava impegnativa la chicane prima del rettilineo del traguardo ma il layout è cambiato da allora e quel passaggio non c’è più. Non vedo l’ora di guidare finalmente in questo autodromo”

“Ho corso a Imola una sola volta, ai tempi della Formula Renault – racconta invece Charles – La pista mi piace molto e guidare qui è emozionante. Ci sono passaggi molto tecnici, specialmente alcune curve che non concedono margine d’errore. Credo che i piloti che non la conoscono ameranno Imola fin da subito”.

“In questo weekend proveremo anche il formato su due giorni anche se, ad essere onesti, abbiamo sperimentato qualcosa di simile un paio di settimane fa, quando non siamo stati in grado di uscire dai box a causa del maltempo al Gran Premio dell’Eifel. Sarà interessante vedere come si svolgerà questo weekend così compresso”.

Per la prima volta nella storia recente della Formula 1, un Gran Premio si svolgerà con un programma articolato su due soli giorni. “La situazione di quest’anno ha proposto nuove sfide a tutti gli attori protagonisti di questo sport, che hanno dimostrato flessibilità e capacità di adattamento e il weekend di Imola ne è un esempio – spiega Matteo Togninalli, Chief Race Engineer della Scuderia Ferrari –, con due gare consecutive in Europa su circuiti distanti più di duemila chilometri fra loro bisognava trovare una soluzione che evitasse un’escalation dei costi: così si è arrivati a comprimere in due giorni di attività di pista tutto l’evento. È già accaduto in passato di dover rinunciare ad una giornata – basti pensare al Gran Premio dell’Eifel di tre settimane fa o quello del Giappone dello scorso anno – ma sempre per cause di forza maggiore: in questo caso invece tutto è stato programmato e organizzato in anticipo”.

Quali sono state le azioni fatte per prepararsi nella maniera migliore?
“Con pochissimo tempo a disposizione per analizzare i dati raccolti nelle prove libere abbiamo riorganizzato il lavoro in termini di priorità, allocando le risorse in modo diverso, sia in pista che a Maranello e gestendo i materiali – penso a motori e cambi oppure all’utilizzo di componenti già collaudate – in modo da minimizzare i tempi e a cercare di ridurre per quanto possibile i rischi”.

Il tutto su una pista dove la Formula 1 non corre da quattordici anni
“Già, questa è una variabile in più che ha un peso importante. La preparazione del Gran Premio è sempre più fondamentale per cercare di ottenere la miglior prestazione possibile: vale per la vettura ma anche per i piloti, per la squadra e per le gomme, cioè per tutto quello che in gergo viene considerato il pacchetto. Senza riferimenti – com’è il caso di Imola – il livello di affinamento è meno elevato e bisogna considerare scenari più ampi. Chiaramente il simulatore aiuta, soprattutto per dare ai piloti la possibilità di familiarizzare più in fretta con il tracciato non solo per la sua conformazione ma anche per quelle caratteristiche che possono avere un impatto sulla prestazione, come eventuali saltellamenti dell’asfalto, passaggi sui cordoli, traiettorie e riferimenti per la frenata. È vero che un pilota apprende una nuova pista a una velocità incredibile e arriva in fretta al limite ma è un fatto che quando si gira su tracciati inediti l’evoluzione dei tempi sul giro è molto più marcata. È importante quindi girare quanto più possibile per arrivare più velocemente all’optimum”.

Rispondi sinceramente: uno scenario del genere è un vantaggio o uno svantaggio per la Ferrari?
“Credo che abbiamo dimostrato in questa stagione così strana di saperci adattare in fretta alle situazioni insolite, di saper reagire agli imprevisti e di avere un livello di preparazione molto buono. Tutto sommato, mi sento di dire che possa essere un vantaggio”.

La SF1000 crescerà ancora ad Imola e come si comporterà su questo tracciato?
“Al di là dell’introduzione di nuovi sviluppi, la ricerca di più prestazione è un lavoro continuo: anche se non ci sono elementi visibili, la vettura si evolve sempre. Anche in vista della preparazione per il 2021 nella parte finale di questo campionato avremo delle soluzioni da testare. Questa pista è molto tecnica, con una velocità media abbastanza elevata. Si prevedono condizioni meteorologiche piuttosto buone, con temperature attorno ai 18°-20° C. Anche in base a quanto abbiamo visto nelle ultime gare, credo che il nostro pacchetto possa adattarsi bene e che saremo in grado di tirare fuori tutto il potenziale disponibile. Fondamentale come sempre sarà il contributo dei nostri piloti”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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