HungarianGp: istruzioni per l’uso di Budapest. Vertappen-Hamilton a chi il girone d’andata?

Il Mondiale di Formula 1 chiude in Ungheria la prima parte della stagione con l’undicesima gara, quella di metà campionato. Verstappen e Hamilton si giocheranno il titolo di campione d’inverno (che in Formula 1 è il campione dell’estate) con Lewis a un passo dalla vittoria numero 100…

In calendario per la prima volta nel 1986 e da allora sempre inclusa tra le prove del campionato, la gara dell’Hungaroring, che nel 2020 era stata la terza dell’anno, è tornata nella sua collocazione originale: ultimo appuntamento prima dello stop per la pausa estiva.

Il tracciato ungherese si trova a pochi chilometri dal centro di Budapest ed è usato raramente: per questo motivo le vetture al venerdì trovano quasi sempre un asfalto molto sporco.

La pista misura appena 4.381 metri ma presenta ben 14 curve, 8 a destra e 6 a sinistra. Il traguardo si trova sul rettilineo più lungo che offre una possibilità di sorpasso in curva 1, a destra e in discesa. Dopo qualche centinaio di metri arriva un altro dei punti potenziali di sorpasso: curva 2. Dalla curva 4 inizia la parte guidata – che impone una configurazione aerodinamica ad alto carico – caratterizzata da una lenta chicane e dai due tornanti conclusivi che immettono nuovamente sul traguardo.

  • La posizione più arretrata dalla quale si è vinto il Gran Premio di Ungheria è stata la 14esima…. A riuscirci è stato Jenson Button nel 2006 in una edizione della gara condizionata dalla pioggia. Resta ancora più memorabile la rimonta di Nigel Mansell nel 1989. L’inglese della Scuderia Ferrari con la F1-89, su pista asciutta, riuscì a risalire dal 12° al primo posto approfittando dell’incertezza di Ayrton Senna nel doppiaggio della Onyx di Stefan Johansson. Si correva un anno dopo la scomparsa di Enzo Ferrari.
  •  Il numero medio di sorpassi nel Gran Premio di Ungheria è di 20. A dire il vero l’Hungaroring è stato teatro di diverse gare rocambolesche, ricche di cambi di posizioni, ma ha anche mandato in scena molte corse piuttosto monotone. Nel 2002 ci fu un solo sorpasso; nel 2001 due e in altre cinque occasioni tre. Nel 2014 però furono ben 49, nel 2011 47 e nella prima edizione del 1986 44.Così come nel 2010, anche quest’anno il GP Ungheria si disputa il 1° agosto. Le differenze con la F.1 attuale erano molteplici, dalla tipologia dei propulsori impiegati al numero dei giri motore ammessi, dalla mancanza di un consumo massimo di carburante consentito all’assenza di limiti di spesa. 
  • Allora come oggi però gli impianti frenanti dovevano assicurare il meglio sia in qualifica con le vetture scariche sia al via con i serbatoi pieni. Secondo i tecnici Brembo l’Hungaroring rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, identico alla pista di Zandvoort.
  • La pista ungherese presenta 11 punti di frenata, per un tempo totale sul giro di utilizzo dei freni di quasi 18 secondi, tra i più alti del Mondiale: pur essendo più lungo di un chilometro e mezzo, il tracciato di Silverstone ha invece richiesto l’uso dei freni per meno di 13 secondi al giro. Dalla partenza alla bandiera a scacchi del GP Ungheria i freni sono in funzione per quasi 21 minuti. 
  • Le 11 frenate sono contraddistinte da valori molto differenti ma nessuna supera i 140 metri di lunghezza. Inoltre solo 3 misurano ammontano ad almeno un centinaio di metri e richiedono un carico sul pedale di oltre 90 kg. Dallo spegnimento del semaforo al traguardo ciascun pilota esercita un carico totale sul pedale del freno di 56 tonnellate, tra i più alti del Mondiale insieme al GP Monaco.
  • Delle 11 frenate del GP Ungheria 3 sono considerate altamente impegnative per i freni, una è di media difficoltà e le restanti 7 sono light. 
  • La più temuta è la prima curva dopo il traguardo: le monoposto vi arrivano a 346 km/h e scendono a 109 km/h in soli 137 metri. I piloti esercitano un carico sul pedale del freno di 182 kg per 2,58 secondi e subiscono una decelerazione di 5,5 g. ​
  • Il GP d’Ungheria sancisce la fine della prima metà della stagione 2021 di Formula 1 prima della consueta pausa estiva. Per questo appuntamento sono state nominate le mescole centrali della gamma: C2 come P Zero White hard, C3 come Yellow medium e C4 come Red soft. Dopo che Silverstone ha ospitato per la prima volta nella storia un weekend con una Sprint Qualifying, in Ungheria torna il format di gara classico con le solite regole per l’utilizzo dei pneumatici.
  • La nomination in Ungheria è esattamente la stessa dell’anno scorso. La pista non impone carichi particolarmente elevati sui pneumatici, perciò le mescole centrali della gamma risultano ideali per il tracciato stretto e ricco di curve dell’Hungaroring, soprattutto se le temperature dovessero essere calde.
  • Al contrario delle curve ampie e veloci di Silverstone, l’Hungaroring ricorda quasi un kartodromo: il circuito è stretto, in stile vecchia scuola, e ha una serie ininterrotta di curve che comporta un lavoro senza sosta per i pneumatici.
  • Sorpassare è difficile e questo è un fattore importante da valutare quando si pianifica la strategia di gara, dal momento che la posizione in pista diventa cruciale.
  • Le temperature estive elevate, in aggiunta alla posizione del circuito che si trova in un anfiteatro naturale, offrono un flusso d’aria scarso: per questo motivo, sia per le macchine che per i piloti, il GP d’Ungheria è una prova davvero faticosa.
  • In passato all’Hungaroring sono state adottate diverse strategie: l’anno scorso, a causa della pioggia a inizio gara, sono stati montati pneumatici wet e intermediate, mentre nel 2019 (con la stessa nomination di mescole, C2, C3 e C4) abbiamo assistito a strategie sia a una che a due soste, quest’ultima adottata da Lewis Hamilton che ha vinto la gara dopo un finale mozzafiato. I team possono contare su una lunga esperienza e su una grande quantità di dati per questa pista, che fa parte del calendario dal 1986.

“Per quanto riguarda i pneumatici, non ci aspettiamo particolari sorprese dall’Hungaroring, che è sempre stato una tappa fissa in calendario e che sancisce la fine della prima metà di stagione – ha detto Mario Isola, responsabile Formula 1 di Pirelli – . Le caratteristiche peculiari della pista sono le curve strette in rapida successione e l’assenza di lunghi rettilinei per raffreddare le gomme, oltre alle temperature solitamente elevate. Questo rende il circuito effettivamente più impegnativo per i pneumatici di quanto potrebbe inizialmente apparire perciò, soprattutto con la soft, è possibile che sia richiesto un certo grado di gestione. Di conseguenza, la strategia migliore non è così ovvia e soluzioni differenti possono portare a ottenere tempi di gara simili nel complesso, a seconda delle circostanze individuali di gara. Ecco perché all’Hungaroring abbiamo spesso assistito a corse avvincenti dal punto di vista tattico, con il risultato finale in forse fino all’ultimo e ingegneri chiamati a una grande sfida”.

Orari su Sky Sport F1

Venerdì 30 luglio
Libere 1: ore 11:30-12:30
Libere 2: ore 15-16

Sabato 31 luglio
Libere 3: ore 12-13
Qualifiche: ore 15

Domenica 1 agosto
Gara: ore 15
Race Anatomy: ore 19

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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