La crisi #Ferrari vista dai giornali

La crisi Ferrari vista dalla stampa italiana, grazie alla collaborazione di loslalom.it

Franco Nugnes su Motorsport ha scritto che “su un toboga come quello magiaro non è certo la power unit che deve fare la differenza, quanto le doti di telaio e di aerodinamica. Il verdetto della pista è stato desolante: la Ferrari in gara ha usato le tre mescole di gomme e non andava con nessuna”.

Giorgio Terruzzi su Corriere della sera elogia Mattia Binotto per aver sempre difeso i suoi uomini. E però “forse è il caso di intervenire su un gruppo di tecnici iperprotetto ma in difficoltà nel momento di cambiare rotta e passo a fronte di dati deficitari. In F.1 non sono mai serviti i ribaltoni, non hanno senso le ghigliottine perché i nodi risiedono in una tecnologia complessa, sofisticatissima, non nella politica, nei modi o nei toni. Serve tempo, lucidità e competenza per alzare una qualità che manca e che, purtroppo mancherà. Dispiace dirlo ma questo sarà un anno più nero che rosso”.

Umberto Zapelloni, ovvero il sottoscritto, che nei giorni scorsi su il Giornale aveva avanzato l’ipotesi delle Ferrari doppiate in Ungheria, stamattina scrive che i sospetti ora circondano i motori delle Mercedes, “perché se dopo le precisazioni regolamentari della Fia, i motori di Ferrari, Honda e Renault perdono (beh Ferrari più degli altri) e quelli Mercedes fanno il percorso inverso è giusto farsi delle domande”.

Ne scrive anche Leo Turrini su Resto del Carlino. “Come è possibile che le nuove interpretazioni in materia di motore siano state fatali a Ferrari, Honda e Renault ma non ai datori di lavoro di Lewis Hamilton? Cosa intende il barcollante Binotto quando esprime polemicamente stupore sulle prestazioni dei dominatori? E come mai Toto Wolff è così nervoso quando l’argomento salta fuori? Ci sono cornuti e mazziati in Formula Uno? Qualcuno è troppo furbo o è troppo bravo? Come spesso mi capita di dichiarare, il lancio del sospetto è uno sport che non mi piace. Se i costruttori (anche Honda e Renault, che già ha sollevato il caso della Racing Point, copia perfetta della Mercedes 2019) hanno dubbi, chiedano chiarimenti alla Fia. Oppure, cerchino di lavorare meglio, perché perdere ci sta e i ferraristi ci hanno fatto l’abitudine. Ma doppiati, umiliati e offesi è un po’ troppo, via”.

La prima gara è stata un’anomalia, la seconda praticamente non l’abbiamo fatta. Oggi potevamo finire al massimo quinti, abbiamo chiuso al sesto. Era chiaro già prima della gara che la Mercedes ci avrebbe doppiato

Sebastian Vettel

Secondo Luigi Perna, che ne scrive su la Gazzetta dello sport, sono in arrivo provvedimenti. “Rischia di saltare il numero uno degli aerodinamici, David Sanchez, ed è sotto esame anche il capo del progetto veicolo Enrico Cardile”. Ora una settimana di riposo, poi il doppio GP di Silverstone del 2 e del 9 agosto. Stefano Villa su Oa Sport avanza l’ipotesi che sia allo studio “un muso più stretto (simile a quello adottato da Mercedes) ma non si sa ancora se si riuscirà ad averlo già tra due settimane. Una novità che non risolverà tutte le criticità di questa Ferrari ma che potrebbe almeno limitare i danni”.

Mauro Coppini su Corriere dello sport-Stadio esprime contrarietà su una eventuale sostituzione di Binotto con Antonello Coletta. “Una operazione che lascia perplessi. Perché per essere tutta interna a gruppo potrebbe dare il via a ripicche già presenti ma ancora sotto traccia. Una operazione che ricorda quei “navigator” grazie ai quali si sarebbe potuto porre fine alla disoccupazione in Italia. In quel caso si trattava di un disoccupato chiamato a trovare impiego a uno che il lavoro non c’è l’aveva, qui si sostituisce a Binotto, ottimo tecnico ma che una monoposto di Formula 1 non l’aveva mai progettata, un Coletta che la Formula 1 ha conosciuto solo di striscio”.

Servirà un’analisi chiara da parte di ciascuno e, se necessario, il coraggio di cambiare rotta. La dinamica attuale non è accettabile

Mattia Binotto

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

2 commenti

  1. Mi piacerebbe capire però, perchè su Formula1.com non trovo lamenti di nessuno verso Mercedes (magari non sò dove cercarli), nessuna accusa di giochi sporchi da parte di Renault (che reclama verso Racing Point per le prese di raffreddamento dei freni e non per le prestazioni dei motori) e nulla da parte di RB che, sappiamo, sono sempre tra i primi ad erigersi come paladini difensori del regolamento (vedi DAS). Tutta questa polemica sembra, almeno per ora, solo in casa ferrari che, è bene farlo notare, ha comunque perso anche nei confronti di Honda e Renault. Poche volte si era vista una McLaren (che non fosse quella di Senna o Prost) riuscire a superare le due ferrari. Che anche loro stiano barando? Ancora non si sà (ufficialmente) cosa abbiano dovuto togliere dal motore “truccato” dello scorso anno: e se fosse tutto lì? Che colpa ne avrebbero gli altri se in ferrari hanno dovuto tornare nella legalità e questo ha prodotto questi effetti? Comparare il motore dello scorso anno con l’aiutino rispetto a quello di quest’anno, senza aiutino, magari ptrebbe già spiegare qualcosa senza che questo possa essere un atto di accusa verso gli altri. Prima di pretendere che Mercedes giustifichi come ha fatto a guadagnare dove gli altri hanno perso, perchè non chiedere a ferrari di dire cosa ha fatto lo scorso anno?

    1. Buomasera Sig. Abtony, lei ha ragione a sottolineare come altri tipo Red Bull non stiano sollevando troppi sospetti, tuttavia vorrei evidenziare un elemento per me fondamentale. La power unit è di fatto composta da 3 “motori” (termico, elettrico con recupero di energia e il turbo-gruppo con generatore) che devono interagire tra loro e il loro equilibrio ottimale è proprio un dato di impostazione di progetto. Se per regolamento di colpo si deve cambiare la logica di funzionamento di una parte, necessariamente anche le altre lavoreranno in condizioni non ottimizzate vanificando anni di sviluppi e migliorie. Se Ferrari è stata toccata nel “cuore” del propulsore si può capire perché sia scivolata così indietro anche rispetto ad Honda e Renault.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.