#MonacoGp: là dove nacque il mito #Senna (dopo la lite con #Lauda)

Il Gran premio di Monaco era in calendario ininterrottamente dal 1955 quando vinse Trintignant con la Ferrari. Il re di Montecarlo è Ayrton Senna che tra le stradine del Principato vinse 6 volte, 5 consecutivamente. Le imprese di Ayrton (che domani 21 marzo compirebbe 60 anni) sono però legate a due edizioni che non ha vinto: 1984 e 1988, quando vinse Alain Prost.

Nei giorni della cancellazione del Gp di Monaco dal calendario 2020, mi è venuta voglia di aprire l’album dei ricordi:

Ayrton Senna non è nato a San Paolo 60 anni fa. E’ nato a Montecarlo il 3 giugno 1984. Era alla sua quinta gara in Formula 1 con la bianca Toleman colorata da tanti sponsor italiani: Candy, Segafredo, Sergio Tacchini. Si presentò al mondo in quella domenica di giugno fradicia d’acqua tanto da indurre il direttore di corsa, Jackie Ickx a interromperla dopo 31 giri, poco più di 100 chilometri, dimezzando i punti attribuiti ai primi sei classificati.

Quel giorno Ayrton Senna disputò una gara fantastica risalendo dalle 13esima posizione sullo schieramento sorpasso dopo sorpasso, magia dopo magia. Arrivò alle spalle di Prost con un ritmo pazzesco, girava due secondi più veloce a giro, ma sul più bello quando stava preparando il sorpasso che lo avrebbe lanciato verso la gloria, Ickx sventolò la bandiera a scacchi con la bandiera rossa. Gara interrotta. Rimonta bloccata.

Senna fece un giro con la mao destra alzata come se fosse lui il vincitore e la sua espressione sul podio è tutta un programma. Il Principe Ranieri, suo figlio Alberto, sia figlia Stephanie sono tutti per Prost, ma non sanno che quel brasiliano dalla faccia scura e arrabbiata presto diventerà un frequentatore abituale del podio reale oltre che un residente di Monaco.

Quell’interruzione fece poi perdere il camionato a Prost. Lo dice l’aritmetica. La vittoria dimezzata gli procurò 4,5 punti. Un secondo posto gliene sarebbe fruttati 6 e Alain perse il campionato contro Lauda di mezzo punto…

Proprio Lauda di quel weekend aveva un ricordo particolare perchè in pista (e poi ai box) ci fu il suo primo (e probabilmente unico) scontro con Ayrton. Niki si era trovato la Toleman di Senna a centro posta durante un suo giro veloce il venerdì. Sceso dalla sua McLaren andò da ragazzino a chiedere conto di quel comportamento. Senna gli rispose: “Io guido così”.

Il giorno dopo Lauda ha chiuso il suo giro veloce e nel giro di rientro guarda più negli specchietti che davanti. Quando vede arrivare la sagoma bianca della Tyrrell ecco che si mette lui a centro pista. Ai box questa volta è Senna ad andare da lui che però non lo lascia neppure parlare e gli dice semplicemente: “Io guido così”. Una lezione di vita. Che Senna imparò subito. Con Niki non ci furono mai più problemi (con Prost non erano ancora incominciati, ma questo è un altro discorso).

L’altra giornata memorabile di Senna a Monaco (6 vittorie a parte) fu sabato 14 maggio 1988, giorno di una pole stratosferica con il compagno di squadra Prost lasciato a 1″427 https://topspeedblog.it/monacogp-senna-1993/

Non voleva solo battere Prost, voleva umiliarlo. Cosa che in garà poi lo portò a sbagliare e ad andare a sbattere alla curva del Portier quando aveva praicamente già vinto la corsa. “Ero arrivato così vicino alla perfezione che mi sono rilassato e ho lasciato spazio agli errori – raccontò dopo essersi rifugiato a casa per parecchie ore – E mi è servito da lezione, ho perso fiducia in me stesso e ho dovuto recuperarla piano piano tirando fuori tutta la grinta. Ma dopo quell’incidente sono diventato molto più forte e deciso. In qualche modo mi sono avvicinato a Dio e per me è stato importante come uomo”

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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