Rassegna stampa: Hamilton, Verstappen, ma anche Ferrari e Montezemolo

L’impresa (oggi vedremo quanto inutile) di Lewis Hamilton, la vittoria di Bottas che chiede perdono dopo il Messico, lo squillo di Sainz, le parole di Montezemolo. Rassegna stampa pre BrazilianGp

 I punti di vantaggio di Verstappen su Hamilton sono passati da 19 a 21. L’irregolarità scoperta nell’ala mobile di Lewis lo ha costretto a partire dall’ultima fila. Nella Sprint Race di ieri è risalito fino al quinto posto con la rimonta della sua Mercedes, oggi partirà decimo in griglia per l’ulteriore penalizzazione a causa del quinto motore cambiato. La rimonta record non basta sottolinea Stefano Mancini su la Stampa. Verstappen, pure lui sotto inchiesta per aver toccato con un dito l’ala della Mercedes violando il parco chiuso, se l’è cavata con 50 mila euro di multa, e il secondo posto nella gara sprint dietro Bottas gli ha portato altri 2 punti in classifica. Terzo posto per Sainz, male Leclerc. 

Giorgio Terruzzi per il Corriere della sera considera che è opaca la cera di Mr. «Totone» Wolff, specializzato nel dare lezioni agli altri, forse distratto dai successi su diversi fronti. Non sembra più il padrone del mondo mentre sta per perdere il Mondiale; James Allison, ex direttore tecnico, è stato dirottato alla periferia del team, uno stormo di motoristi ha cambiato casacca. Insomma, sembra la fine di un ciclo nonostante la fame e la stoffa di Hamilton, costretto a un affannoso inseguimento, reduce da un clamoroso pasticcio tattico messicano, frutto della confusione in cabina di regia. La Mercedes non pare il solo reparto in difficoltà. La direzione gara ha impiegato quasi 24 ore per capire che Verstappen non è Hulk, che il suo tocco sull’ala di Lewis non ha rotto un bel niente, che in assenza di precedenti è stata fissata una multa di 50mila euro. Perché non 5 milioni o 50 euro?

Sul Corriere dello Sport intervista di Giancarlo Dotto a Montezemolo che il 15 novembre di 30 anni fa divenne presidente Ferrari

 Cosa legge? 

«Saggi di storia e di economia. Adesso sto leggendo una raccolta di articoli del mio amico Massimo Fini, un pazzo intelligente. Leggo anche libri su come salvare la terra. Una delle poche strade vere è stabilire una soglia di CO2 europea. Chi va oltre dovrà essere tassato. Quelle tasse le metti per abbassare il costo del lavoro… Sta vedendo il tempo? Siamo a novembre e ieri camminavo in t-shirt».

 L’emergenza numero uno, il clima?

«Per me, più emergenza del Covid. Il Covid lo controlliamo grazie ai vaccini, ma quando vedo la Groenlandia sciogliersi…».  

L’Avvocato. Cosa le manca di più?

«Le nostre chiacchierate su tutto. L’Avvocato era un italiano vero, a cominciare dalla passione per il calcio, i motori e le donne. Mi manca sapere di non avere più una persona che mi ascoltava anche quando gli parlavo di problemi personali. Gli ho voluto molto bene. Io mi ricordo due momenti di emozione vera dell’Avvocato. Una volta al concerto di Frank Sinatra a Roma, il suo ultimo in Italia. Ero seduto accanto a lui. Quando cantò My Way, mi accorsi della sua commozione… La seconda volta, ottobre 2000. Schumacher, dopo 21 anni, avrebbe vinto il mondiale per la Ferrari. Mancavano due giri alla fine. Mi chiama l’Avvocato, urlando come un tifoso: “Ce l’abbiamo fatta!”. “No, cazzo, avvocato, per piacere, non lo dica…”, lo implorai. Quella vittoria gli diede una gioia enorme»

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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