Sainz al Gp di casa: “Vorrei finire davanti a Norris”

Per Carlos Sainz è già arrivato il momento di correre il Gran premio di casa. Barcellona è la pista dove si è innamorato della Formula 1, dove seguendo papà ha conosciuto Schumacher, Alonso e tutti i suoi idoli. Gli organizzatori nella conferenza di apertura lo piazano ptoprio di fianco a Fernando, uno dei suoi idoli.

“Ho conosciuto Fernando proprio qui a Barcellona quando avevo 10 anni, era il 2005 – racconta a Sky Sport – E qui ho poi ho conosciuto anche Todt e Michael Schumacher. Qui praticamente ho conosciuto la F1. Ho sempre sognato su questa pista con Fernando e 15 anni dopo sono qua. Ma, ripeto, sarebbe stato speciale con il pubblico”.

“Non c’è dubbio che sia speciale: è la gara di casa e la più importante dell’anno. Qui vuoi fare bene, anche se senza il pubblico è diverso. Non può essere lo stesso e alla fine quelle sensazioni speciali non le hai del tutto”.

“Quando sogni da piccolo il futuro da pilota, immagini la carriera in Ferrari, immagini di correre in casa sulla Rossa, con le bandiere rosse e il Cavallino… Ma tutto questo stavolta non c’è e non sono contento. Speriamo che possa cambiare tutto l’anno prossimo”.

“In realtà papà mi ha dato dei consigli Come pilota no, perché si fida di me e di come mi sto abituando alla squadra. Come atleta e sportivo, però, sa come ci si deve comportare e qualche consiglio lo dà. Ha esperienza, sa quanto sia importante tutto questo per me”.

“Spero papà non mi senta, ma sui campi da golf lo batto. Sono in un buon momento, ma lui nelle ultime due partite è migliorato. Ha preso le lezioni perché non vuole perdere…”.

“In questo Gp vorrei stare davanti a Fernando, Charles è il mio compagno di squadra. Però tutti vogliamo finire davanti agli altri e soprattutto siamo la Ferrari. Quindi vogliamo e dobbiamo battere tutti. Alpine era forte in Portogallo, ma noi vogliamo essere davanti. Anche alla McLaren? Sì, anche alla Mercedes e alla Red Bull, però sappiamo che dobbiamo aspettare per quest’anno. Norris? E’ bravo e forse gli manca solo un po’ che Ricciardo spinga di più e lo metta in difficoltà”.

“Sì, è vero, ho mandato un messaggio a Norris dopo la gara e il suo podio. Ma dateci un po’ di tempo e poi magari sarà lui a mandarlo a noi”.

“Verstappen può fare suo il Mondiale. Hamilton ha voglia di dimostrare che non ha vinto solo per la macchina e vuole farlo in un anno in cui la Red Bull è davvero in palla. È concentrato nel dare il massimo per dimostrare quanto vale. È una bellissima sfida”.

“L’italiano un po’ lo parlavo, questo grazie agli anni del karting. E poi, in F1, ho sempre avuto un buon rapporto con la Ferrari e con il team. Questo mi ha aiutato. Quanto a noi e alla stagione, ora dobbiamo lavorare tanto e guardare avanti”.

“Ci sono tanti piloti che hanno cambiato squadra quest’anno. Io sto cercando di abituarmi il prima possibile, ma devono passare le gare e fare esperienza. So che è un processo lungo e difficile, ho cambiato team 4 volte e ne sono consapevole. Ogni macchina si guida con uno stile diverso, e la Ferrari ha il suo. Ha le sue particolarità, intendo. Inoltre devi adattare la macchina a te stesso, dal setup al sedile. Comprendere come funziona, comprendere la finestra di setup migliore. Questo lo capisci solo il venerdì con le libere, magari compiendo errori fino a quando tutto diventa più chiaro”.

“In realtà ero più nervoso che emozionato. Di solito sono freddo, appaio così perché non credo fino a quando non vedo. E infatti non ci credevo quando mi ha chiamato Binotto. Ma ne momento in cui ho firmato il contratto, sì, mi sono emozionato. Anche perché c’era la mia famiglia presente. È stato un momento importante per tutti noi”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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