#Todt: così si crea una #Ferrari vincente

Nei giorni di Monza ha incontrato in un albergo milanese Jean Todt, oggi presidente Fia e un tempo responsabile della gestione sportiva ferrarista (e poi ad). Abbiamo fatto una bella chiacchierata che si è trasformata in una bella intervista pubblicata su il Foglio in cui monsieur Todt parla del momento della F1 e della Ferrari.

Per chi non l’avesse ancora letta, eccola qui: https://www.ilfoglio.it/sport/2020/09/08/news/jean-todt-cosi-si-fa-vincere-la-ferrari–1041311/

Con Jean Todt oggi ho un ottimo rapporto, ma all’inizio, quando nel 1993 arrivò in Ferrari e io ero l’inviato sulle piste de il Giornale, beh abbiamo avuto dei momenti di grande attrito. Un giorno dopo che avevo scritto di una lite interna con rovesciamento di una scrivania se la prese così tanto che per un po’ non rispose più alle mie domande in conferenza…. Ci volle un po’ perchè i rapporti tornassero normali e devo dire che un pranzo a Fiorano con il presidente Montezemolo, aiutò molto.

Poi arrivarono le vittorie a raffica. Le critiche non sparirono perchè qualche errore continuò ad essserci (Austria 2002 ad esempio), ma Todt riconobbe sempre la mia buona fede e la professionalità. E da allora spesso mi concede delle belle interviste.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 commento

  1. “La differenza sta forse nel fatto che a differenza di Binotto lei aveva di fianco un dream team con Ross Brawn, Rory Byrne, Paolo Martinelli, il giovane Domenicali e un presidente che da giovane aveva fatto il suo stesso lavoro?

    “No, no… non avevo. Ho costruito sempre in grande amicizia e d’accordo con il presidente: mi hanno dato le chiavi della Ferrari e quello che ha preso Schumacher sono io, quello che ha preso Ross Brawn sono io, quello che ha preso Rory Byrne sono io. Il pregio di Montezemolo è che mi ha lasciato prendere la gente che volevo. Ma non è lui che li ha presi. Lui ha preso me…”.

    Questa l’enorme differenza tra ieri e oggi. E quando alla domanda su come giudichi Binotto afferma di non esprimersi e di aver detto a Toto Wolff di evitare di emettere giudizi sugli altri, si capisce benissino che, in fondo, non possa certamente apprezzare l’attuale Team Principal della rossa. Dice che la ferrari esiste e che si tratta di mettere insieme i pezzi giusti ma sembra che questo puzzle il ns. mr bean8 non sappia risolverlo!

    Quanto poi a dire che se vnce sempre lo stesso è meno interessante, condivido la risposta: alla fine tocca agli altri cercare di batterli. Confermarsi sempre al vertice non è comunque facile ed un’annata negativa può sempre accadere

    Bella intervista e belle anche le risposte di uno che di sicuro conosce la F1.

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