Addio anche a Gimax, cresciuto (bene) a pane e benzina

Carlo Virginio Franchi, in arte Gimax, è se ne è andato all’età di 83 anni. Nel mondo dei motori è stato un nome popolare sia in Italia che all’estero per le sue imprese in diverse corse di durata come la 24 Ore di Le Mans, la ‘Targa Florio” o a Daytona. Era nato il 1° gennaio 1938 a Pogliano Milanese e risiedeva da diversi anni a Busto Garolfo, in provincia di Milano. Il suo soprannome da battaglia non era l’unione dei nomi dei due figli Gigi e Massimiliano, ormai over 50.

Non è un inizio d’anno fortunato per i motori. Dopo Franco Galli ha spento il motore anche Gimax che sfiotò la qualificazione al Gran premio d’Italia del 1978 quando salì su una Suertees TS20 Ford al posto dell’infortunato Rupert Keegan, ma non riuscì a portarla oltre il 28° posto i qualifica, restando escluso dalla gara. L’anno dopo si rifece a Imola, in una gara però fuori campionato, la corse con una Williams, ma fu costretto al ritiro. Si divertì molto di più con i prototipi….

La passione per i motori lo aveva copito quando era ancora un bimbo, a 8 anni a Barbaiana, una frazione di Lainate, la sua città natale. E’ lì che incontrò Gigi Villoresi, un altro pilota gentiluomo. Rimasto in panne Volloresi fece salire a bordo il bimbo e cominciò a raccontare la Formula 1 come sapeva fare lui che era stato grande amico di Ascari, rivale di Fangio, frequentatore di tutti i grandi pioneri di quel mondo. Il Carletto che ancora non era Gimax rimase affascinato e disse “anche io, da grande, vorrei poter correre a 200 all’ora”.

Quei 200 allora li ha anche superati a Monza, a Dayrona, a Le Mans… Nella sua vita ha incontrato Fangio, Ferrari, è stato compagno di squadra di Giacomo Agostini nella Formula Aurora britannica…

La sua prima gara è stata nel 1974, nella sua Monza con una Chevron B23-Cosworth: 21°alla 1000 km. La prima vittoria arrivò l’anno successivo in Formula 3…

Sua moglie Mirella ha raccontato a SempioneNews un episodio divertente:  quando in un incidente a Imola, rompendo un muretto finì giù nel torrente. Subito i barellieri lo credevano morto ma Gimax, conservando il suo solito carattere scherzoso gridò: Non sono mica morto! Tiratemi su!”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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