Rassegna stampa: Formula 1 alla prova budino con la Sprint Race

Rassegna stampa sulla formula 1 che prova a cambiare inventandosi la sprint race. Quello che penso io ve l’ho già detto in altri post…

Vedete qui Sprint Race: si parte con tre Gran premi, quo Sprint Race: pro e contro. Leclerc: “Facciamo una prova” oppure qua Domenicali: “Vi spiego perché proviamo la gara sprint”

Ecco quanto scrive www.loslalom.com Qualcosa bisogna fare. Lo dicono tutti. Il punto è cosa, come e quando. Pochi giorni dopo l’annuncio delle Olympic Virtual Series lanciate dal CIO, il primo passo ufficiale per l’ingresso dei videogame nel mondo delle Olimpiadi, la Formula 1 è uscita dalle curve dei dibattiti e ha preso il rettilineo delle decisioni. Nella lettura di un futuro che tenga conto dei gusti mutati nelle nuove generazioni, per tre GP si sperimenta un nuovo sistema di qualifiche. La Cosa del sabato si chiama Sprint Race, dura mezz’ora e poi siamo liberi di cambiare canale, una corsa di 100 km che assegna un mucchietto di punti per la classifica: tre, due, uno. I tre GP dell’esperimento dovrebbero essere Silverstone (18 luglio), Monza (12 settembre), Brasile (7 novembre). I tempi del venerdì diventeranno quelli utili per la partenza del sabato. 

È dal momento del loro ingresso che gli americani di Liberty Media si interrogano sul modo di penetrare nuovi mercati, pensando soprattutto a quello di casa loro, ancora legato a Formule differenti da quella egemone in Europa. A differenza della Superlega dei calcio, l’accordo è stato trovato all’unanimità fra tutte le scuderie, dopo aver sondato e scartato l’ipotesi di una gara a griglia rovesciata rispetto all’ordine d’arrivo del GP precedente. 

I principi della mossa in tre parole: brevità, velocità e azione. In due parole: drama e semplicità. In una parola: Sportify. Ora, il deposito di link di Slalom è in ri-costruzione, presto (speriamo) ci saranno novità per una fruizione allargata di Slalom. Vi risparmiate così tutta la rivisitazione delle riflessioni sul tema gigantesco di chi siamo, dove andiamo, che cosa si mangia. Ma se volete rinfrescarvi la memoria, della materia si occupò anche Arianna Ravelli sul Corriere della sera (si trova qui). 

Il Gran premio della domenica è fantastico e non vogliamo cannibalizzarlo, vogliamo aumentare il coinvolgimento al venerdì, dove ci sarà anche l’eccitazione del format delle qualifiche, e al sabato. Penso che sarà una bella aggiunta: non ci saranno pit stop, durerà una trentina di minuti, 100 km di pura azione. Sarà entusiasmante.

Ross Brawn

Alessandra Retico su Repubblica considera oggi che  la velocità non basta più, troppo lenta, per le generazioni nate sotto il segno digitale. Il pubblico della modernità vuole azione, non narrazione, e la vuole ogni giorno.

In campo motoristico è una faccenda ancora più geografica che generazionale. Giorgio Burreddu sul Corriere dello sport-Stadio sottolinea che la F1 si dà nuova luce, nuova vitalità. Era necessario. I danni della pandemia hanno costretto i governi degli sport a rivedere se stessi. Non ultima la Formula 1, che con questo espediente delle qualifiche mira ad allargare il consenso, i bacini d’utenza, e dunque anche l’impatto economico e l’appeal su sponsor, aziende, investitori. Formula 1 come show al cubo.

Leo Turrini, firma storica dei motori, scrive sul Resto del Carlino che servirà la prova del budino. Prima mangiare, poi giudicare. Perché è una rivoluzione, quella che la Formula Uno avvierà dalla prossima estate Funzionerà? L’esperimento è interessante, anche se si presta a contro indicazioni. Cito la più immediata: non di rado le tradizionali qualifiche del sabato sono più divertenti del Gran Premio. Sicuri che convenga partire proprio da lì? È apprezzabile, comunque, la voglia di Stefano Domenicali, l’erede italiano di Bernie Ecclestone, di intervenire sul format dei Gp. Rinfrescare gli schemi non è sbagliato. Altra riserva che mi sento di sussurrare: ma se poi la lotta mondiale tra Hamilton e Verstappen fosse decisa dalla manciata di punti assegnata nei tre sabati delle mini Race da 100 chilometri, insomma, siamo proprio certi che nessuno avrebbe qualcosa da obiettare?.

Per questo Liberty si è blindata con un voto unanime. 

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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